Centimetri, solo una questione di centimetri, tanti sono bastati a Remco Evenepoel per salire sul podio più alto di questo campionato d’Europa. Tuttavia se il belga è riuscito a riscattare la non certo felice prova al mondiale una immensa impresa l’ha fornita Giulio Ciccone. L’abruzzese al quarto giro del circuito sull’unica asperità del percorso, lo strappo di Mozjanca, ha dato fuoco alle polveri con uno scatto a cui ha saputo rispondere solo Remco Evenepoel. Il belga poi ha cercato di andare via da solo ma ha sbagliato una curva scivolando tant’è che l’azzurro si è trovato da solo in testa. Ripreso sulla discesa l’indiavolato campione del mondo della cronometro non solo è rientrato immediatamente in gruppo ma è nuovamente ripartito. Ciccone  però non si è fatto sorprendere rimanendo incollato alla sua ruota. E’ stata l’azione che ha deciso la corsa perchè i due hanno man mano aumentato il loro vantaggio sul gruppo dal quale successivamente è uscito il francese Rondel seguito da Scaroni. L’azzurro con un allungo lo ha staccato restando da solo ad inseguire la coppia di testa. In assenza di rilevazioni audio (ai mondiali e agli Europei sono vietate le radioline) Ciccone non è riuscito subito a capire che dietro ad inseguire si trovava il suo compagno di squadra altrimenti avrebbe subito smesso di collaborare. Quando l’ha saputo era troppo tardi, il ritardo di Scaroni era salito a 1′. Vero è che sarebbe stato comunque arduo per l’azzurro rientrare sui fuggitivi. Eveneopel è una locomotiva sul piano e lo ha dimostrato anche in quei chilometri in cui si è sobbarcato sulle spalle il peso della fuga tant’è che il vantaggio invece di diminuire è aumentato, ma è altrettanto vero che se fosse stato in grado di avere la comunicazione in tempo reale forse Scaroni sarebbe potuto rientare. Fatto sta che al traguardo sono arrivati Evenepoel e Ciccone, l’abruzzese ha avuto l’intelligenza e il guizzo per sorprendere il belga agguantando all’interno l’utima curva ai trecento metri. Una mossa che gli ha permesso di guadagnare cinque metri che sarebbero stati più che sufficienti per vincere. Il suo avversario però era Remco Evemepoel che come una saetta ha recuperato il gap e con un colpo di reni ha superato l’azzurro sulla linea del traguardo. Una beffa per Giulio Ciccone che avrebbe meritato ampiamente di vincere il titolo. Ottimo terzo Scaroni. Peccato perchè poteva essere una giornata trionfale per il ciclismo italiano. In mattinata infatti Azzurra Ballan, figlia di Alessandro Ballan, ultimo vincitore italiano del mondiale in linea ha conquistato il titolo europeo nella categoria Juniores.

La cronaca

Partenza da Ljubljana ed arrivo a Šencur dopo 196.3 km. Dopo 85 chilometri i corridori sono entrati in circuito finale da ripetere 5 volte, con un unica asperità da affrontare, lo strappo di Mozjanca (2.1 km al 10.2% medio), posto a 14.2 km dall’arrivo. Nei primi chilometri della corsa parte una fuga che vede protagonisti:  Luka Mezgec (Slovenia), Jakob Soderqvist (Svezia), Fabian Weiss (Svizzera),Tiago Antunes (Portogallo), Jochem Kerckhaert (Olanda) e Joseph Cerny (Cechia) massimo vantaggio 1’30”. Sulla prima ascesa di Mozjanca restano in tre al comando della corsa, Fabian Weiss (Svizzera), Tiago Antunes (Portogallo) e Jochem Kerckhaert (Olanda) 30″ sul gruppo. Al secondo passaggio sulla salita si stacca Juan Ayuso, mentre il gruppo, sotto la spinta della squadra azzurra, raggiunge i fuggitivi.  Gruppo compatto a 69 dall’arrivo con il Belgio in testa a fare l’andatura. Si ritira Mezgec, finisce quì la sua lunga carriera ciclistica tra abbracci e applausi dei familiari e dei tifosi, abbandona anche l’olandese Poels. Sul terzo passaggio torna in testa l’Italia a tirare. Colpi di fioretto tra Italia e Belgio che letteralmente spodesta la nostra squadra e si riporta al comando a tirare in un gruppo che si è sgranato, restano in 23 con la Danimarca attardata a 41″. Sulla discesa attacco di Sivakov 10″ il vantaggio sul gruppo a -50 dall’arrivo mentre Mads Pedersen con i suoi compagni di squadra riesce a rientrare sul gruppo.  Il corridore francese viene ripreso a -44, gruppo di nuovo compatto.  Sul quarto passaggio è la Slovenia che va a tirare seguito dall’Italia ma il Belgio non lascia spazio. In vista  dello scollinamento parte Ciccone seguito da Evenepoel, il belga lo supera e  se ne va da solo ma in curva cade clamorosamente e l’abruzzese resta da solo al comando, ma in discesa viene ripreso. Rientra anche il campione del mondo della crono che all’improvviso riparte seguito nuovamente da Ciccone 15″ il vantaggio a 25 dall’arrivo sul gruppo rimasto in dieci: De Bruyne, Van Gils, Bisiaux, Braz Afonso, Rondel, Roglic, Romeo, Scaroni, Herzog e Skujins, è l’azione che decide questo campionato europeo. Al suono della campanella 27″ il vantaggio dei fuggitivi.  Sale a 41″ il vantaggio della coppia di testa a -17 dall’arrivo. Sull’ultimo passaggio il francese  Rondel cerca di uscire dal gruppo controllato però da Scaroni, 47″ il loro ritardo dai fuggitivi. In vista dello scollinamento Scaroni attacca e resta da solo ad inseguire Evenepoel e Ciccone, 43″ il vantaggio su Scaroni a 8 dall’arrivo. Non ci sono radioline ma all’abruzzese riesce ugualmente ad arrivare la segnalazione che Scaroni è dietro e fa cenno ad Evenepol che non tirerà più. Nonostante il peso della fuga è tutta sulle spalle del belga il vantaggio aumenta a 1’01” a -4. Ormai non può più rientrare, il campionato europeo si gioca tra i due fuggitivi. Ultimo chilometro,  Ciccone parte bene prendendo meglio la curva ai trecento metri guadagna cinque metri di vantaggio ma  Evenepoel recupera e con il colpo di reni riesce ad avere la meglio proprio sulla linea del traguardo sull’abruzzese, terzo arriva Scaroni.

Ordine di Arrivo:

1) Remco Evenepoel (Belgio) 04:16:37
2) Giulio Ciccone (Italia) s.t.
3) Christian Scaroni (Italia)  59″
4) Toms Skujiņš (Lettonia) 1’13”
5) Ivan Romeo Abad (Spagna) 1’16”
6) Ramses Debruyne (Belgio) s..t.
7) Emil Herzog (Germania) s.t,
8) Maxim Van Gils (Belgio) s.t.
9) Léo Bisiaux (Francia)  1’18”
10) Primož Roglič (Slovenia)  1’19”

 


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