Isaac Del Toro e Jonas Vingegaard, sono stati loro i protagonisti nella settimana appena conclusa delle due brevi corse a tappe tradizionali e di prestigio del panorama ciclistico World Tour. Il messicano si è imposto nella Tirreno-Adriatico mentre il danese ha fatto sua la Parigi-Nizza. “Sono felice del successo ottenuto in questa corsa, ha detto Vingegaard al termine dell’ultima tappa vinta nella volata a due da Lenny Martinez, ci tenevo molto a vincerla ma per un motivo o per un altro finora mi era sempre sfuggita”. Il capitano della Visma Lease a Bike ha letteralmente trionfato sui rivali imponendosi con distacchi siderali per una corsa a tappe di una settimana, basti pensare che Daniel Martinez, della Red Bull Bora Hansgrohe, ha chiuso al secondo posto staccato di 4’23” mentre George Steinhauser, della EF, si è classificato al terzo posto con un distacco di 6’07”. Al danese, vittorioso anche nella classifica a punti e in quella degli scalatori, sono bastate le due tappe più impegnative, la quarta da Bourges a Uchon e quella successiva da Cormoranche-sur-Saône a Colombier-le-Vieux per mettere il sigillo alla corsa. Alla vigilia era sicuramente il grande favorito soprattutto per l’ottima condizione fisica già messa in mostra in questo scorcio di stagione, tuttavia la presenza di Juan Ayuso lasciava pregustare un gran duello tutto a vantaggio dello spettacolo. La caduta del portoghese nella quarta tappa, corsa in una giornata infestata dal maltempo, ha ulteriormente avvantaggiato Vingegaard che non si è fatto pregare andando in fuga con Daniel Martinez e Tim Van Dijke per poi piantarli in vista dell’ultimo chilometro infliggendo loro un distacco di 41″. Il corridore della Lidl Trek dopo la caduta era tornato in bicicletta ma dopo poco si è letteralmente accasciato tanto da destare non poche preoccupazioni nell’ammiraglia immediatamente fermatosi a soccorrerlo, fortunatamente le conseguenze non sono state gravi e il portoghese è salito in macchina abbandonando la corsa.

Vingegaard nella quinta frazione ha poi messo il suo timbro tagliando il traguardo con 2’02” su Valentin Paret-Peintre e 2’20” sul colombiano Tejada. Più sofferto invece il successo di Isaac Del Toro nella Tirreno Adriatico grazie soprattutto alla grande prova offerta da Giulio Pellizzari. Il ragazzino in forza alla Red Bull sta crescendo e sotto l’ala protettrice del suo capitano Primoz Roglic sta imparando in fretta, siamo sicuri che non è lontano il giorno in cui si parlerà molto di lui. In sostanza il marchigiano sta percorrendo la stessa strada del messicano che, nonostante sia già un campione, con umiltà e perseveranza continua a stare alla corte del suo fenomenale capitano Tadej Pogacar senza darsi arie da prima donna. Una Tirreno- Adriatico ricca di emozioni grazie anche alla presenza di campioni del calibro di Mathieu Van der Poel, e Wout Van Aert che avrebbero potuto anche correre in maniera anonima solo per mettere chilometri nelle gambe ed invece hanno onorato la corsa con prestazioni di rilievo. L’olandese ha vinto la seconda tappa con arrivo nello spettacolare scenario di San Gemignano imponendosi in volata neanche a farlo apposta su Del Toro e Pellizzari. Il corridore dell’Alpecin si è concesso il bis nella quarta frazione superando in volata anche in quest’occasione Pellizzari e Johannessen. Il belga, invece, ancora in non buone condizioni fisiche non ha vinto ma ha cercato con tutti i mezzi di mettersi in luce attaccando, anche se la fortuna non è gli ha dato una mano. Tornando ai due protagonisti dicevamo che è stato un duello vibrante ed emozionante. Del Toro ha indossato la maglia azzurra di leader della classifica generale nella seconda tappa, conservandola anche nella successiva, ma nella frazione conclusasi a Martinsicuro Pellizzari, con una prova maiuscola, è riuscito a strappargliela per 2″ facendo sognare gli appassionati, i tifosi e i suoi corregionali. Il campione messicano però nella tappa con arrivo a Mombaroccio ha dato un saggio della propria potenza e della sua classe infliggendo 23″ a Pellizzari tornando di nuovo in vetta alla classifica. Le emozioni però non erano finite. Nel penultimo giorno con arrivo a Camerino sulla salita della Madonna delle Carceri, il corridore della Red Bull Bora Hansgrohe ha tentato il tutto per tutto attaccando nel primo tratto del Muro prendendo anche un buon vantaggio. Del Toro non ha subito reagito tant’è che sono salite le speranze di vedere Pellizzari detronizzare il rivale soprattutto davanti al suo pubblico. Il campione messicano però ha imparato tanto, non solo dal suo capitano, ma anche dalle sconfitte subìte, in particolar modo quelle nel Giro d’Italia dello scorso anno perso nelle ultime tappe a vantaggio di Simon Yates, ha aspettato gli ultimi chilometri nel tratto più impegnativo della salita è scattato sui pedali facendo il vuoto, ha ripreso Pellizzari e ha tagliato il traguardo a mani alzate. Tanto di cappello a Isaac Del Toro destinato ormai a prendere il posto di Tadej Pogacar ma applausi scroscianti a Giulio Pellizzari e chissà che tra qualche anno non saranno loro i protagonisti nelle grandi corse a tappe. Una Tirreno-Adriatico che ha visto protagonisti anche altri due corridori italiani: Filippo Ganna e Jonathan Milan. Il corridore della Ineos Grenadiers ha vinto nettamente la tappa a cronometro confermando non solo la sua superiorità nelle corse contro il tempo, inferiore solo a Remco Evenepoel, ma anche di essere in buona forma, mentre il velocista della Lidl Trek si è imposto sul traguardo di San Benedetto del Tronto nell’ultima tappa. Pronti entrambi a mettere scompiglio nei piani di Tadej Pogacar alla Milano-Sanremo? E’ quel che vedremo tra una settimana.

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