Tadej Pogacar non smette di stupire. Arrivano le prime tappe dure, le prime grandi salite e lui decide di dar vita ad uno di quegli show che abbiamo già visto e stravisto in tante occasioni. Quando è in corsa regna l’imprevedibilità, già perchè lui ha diverse opzioni nella sua mente e nelle sue gambe e non si può dare mai nulla per scontato. La sesta tappa era stata disegnata inserendo ben due salite leggendarie della corsa francese, l’Aspin e il Tourmalet con arrivo in leggera ascesa, un primo assaggio per dare spettacolo, e spettacolo è stato. Chi è stato l’attore di questo show? Neanche a dirlo, lui, Tadej Pogacar. Sull’iconoca vetta dei Pirenei quando tutte le schermaglie iniziali si sono evaporate e il gruppo compatto ha iniziato la lunga strada verso la vetta il campione del mondo ha messo il treno della sua squadra in testa a fare l’andatura. Ritmo alto e il plotone che insesorabilmente si è assottigliato, con la Maglia Gialla che perdeva quasi subito contatto. A cinque chilometri dal passaggio in vetta Del Toro ha ulteriormente forzato, nessuno è riuscito a tenere la loro ruota e dopo cinquecento metri è partito alla sua maniera infliggendo via via distacchi sempre più pesanti. Vingegaard ha cercato di reagire portandosi a 7″ dal campione del mondo ma da quel momento il suo svantaggio da Pogacar è andato aumentando progressivamente. Tour finito? No, perchè nel ciclismo può succedere di tutto fino all’ultimo ma è chiaro che con il vantaggio conquistato oggi il campione del mondo può gestire le prossime tappe con più tranquillità
La cronaca
E’ la prima vera dura tappa di questo Tour de France da Pau a Gavarnie-Gèdre di 186,2 km con cinque G.P.M. da affrontare, ma due di questi, che hanno reso leggendaria la grande boucle, su tutti: il Col d’Aspin (12 km al 6,5%) al 118 chilometro e il Col du Tourmalet lungo 17,1 chilometri al 7,3% a circa quaranta dall’arrivo. Nella parte iniziale i corridori hanno dovuto scalare la Côte de Loucrup, 1,9 chilometri pendenza media al 7,1%, e la Côte de Mauzevin lunga 3 chilometri al 6,8%, in salita anche l’arrivo, ben diciotto chilometri al 3,7%. Mads Pedersen è il primo a provare ad andare in fuga seguito da Victor Campenaerts, il danese passa per primo sulla Côte de Loucrup, G.P.M. e successivamente conquista anche lo sprint intermedio, evidente l’intento di provare a vincere la classifica a punti. Sulla discesa finisce l’avventura della coppia. Ai piedi della Côte de Mauzevin escono dal gruppo Ben O’Connor (Team Jayco AlUla) e Xabier Mikel Azparren (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) ed è l’australiano che passa per primo in vetta, il loro vantaggio però arriva ad un massimo di 15″ sul gruppo. In vista dell’Aspin lo spagnolo si rialza e viene ripreso, continua invece la fuga per il corridore della Jyco Alula il suo vantaggio aumenta leggermente 40″, ma sulle rampe della salita viene ripreso. Attacco di Valentin Paret-Peintre che prende i punti del G.P.M. su Lenny Martinez che era riuscito a raggiungerlo in testa. Sul Tourmalet la UAE va a fare l’andatura i fuggitivi vengono ripresi, a -10 dalla vetta si stacca la Maglia Gialla, in un chilometro perde già 1′ per lui la frazione si sta delineando un vero e proprio calvario. A quattro dalla vetta aumenta l’azione Del Toro alle sue spalle il campione del mondo i due vanno da soli al comando della corsa cedono tutti gli altri, pochi metri e Pogacar va in fuga solitaria e mancano ancora 42 chiloemtri dall’arrivo. Vingegaard cerca di reagire e si porta a 7″ dallo sloveno, ma negli ultimi due chilometri perde 23″ scollinando a 30″ dal campione del mondo. Alle spalle di Vingegaard passa un terzetto formato da Del Toro, Lipowitz e Seixas a 1’28”, il gruppetto con Evenepoel, Ayuso, Skjelmose, Kuss e Martinenz a 1’45”, la Maglia Gialla passa a 7’47”, ormai al traguardo il simbolo del primato nella classifica generale cambierà sulle spalle di un altro corridore. In discesa il gruppetto di Evenepoel agguanta il terzetto alle spalle di Vingegaard, 1’49” il loro ritardo da Pogacar. Caduta in discesa per Traeert che tocca la ruota di Joahannessen, si rialza dopo essere stato medicato e riprende la corsa. Sale a 1’11” il vantaggio di Pogacar su Vingegaard ai piedi dell’ultima salita, molto pedalabile a dire la verità, mentre il gruppetto alle spalle del danese viaggia a 1’55” . Il campione del mondo a -5 dal traguardo ha un vantaggio di 2’08” su Vingegaard e 2’43” sul gruppetto con Evenepoel, Ayuso, Skjelmose, Kuss, Del Toro e Martinez. Al traguardo Tadej Pogacar arriva con 2’40” su Vingegaard mentre il gruppetto regolato in volata da Del Toro si piazza a 2’58”.
Ordine di Arrivo
1 Tadej Pogačar – UAE Team Emirates XRG 21:11:57
2 Jonas Vingegaard -Team Visma Lease a Bike 2’42”
3 Isaac Del Toro – UAE Team Emirates XRG 3’27”
4 Remco Evenepoel – Red Bull BORA Hansgrohe 3’30”
5 Juan Ayuso – Lidl Trek 3’34”
6 Paul Seixas – Decathlon CMA CGM Team 3’55”
7 Florian Lipowitz -Red Bull BORA Hansgrohe 4’00”
8 Lenny Martinez – Bahrain Victorious 4’21”
9 Mattias Skjelmose – Lidl Trek 4’57”
10 Egan Bernal – Netcompany INEOS 9’12”
Classifica Generale:
1) Pogačar Tadej -UAE Team Emirates – XRG 25 500 26″ 21:11:57
2) Vingegaard Jonas – Team Visma Lease a Bike 2’42”
3) Del Toro Isaac – UAE Team Emirates XRG 3’27”
4) Evenepoel Remco – Red Bull BORA Hansgrohe 3’30”
5) Ayuso Juan – Lidl Trek 3’34”
6) Seixas Paul – Decathlon CMA CGM Team 3’55”
7) Lipowitz Florian – Red Bull BORA Hansgrohe 4’00”
8) Martinez Lenny – Bahrain Victorious 4’21”
9) Bernal Egan -Lidl Trek 4’57”
10) Skjelmose Mattias -Netcompany INEOS 9’12”

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