Si alza il sipario sulla centododicesima edizione del Tour de France. Ventuno tappe dal 5 al 27 luglio per complessivi 3.338, 8 chilometri con partenza da Lille e arrivo nell’incantevole cornice degli Champs Elysées a Parigi. Al via 228 corridori che vestono i colori di 12 squadre, in pratica sono presenti tutti i più forti ciclisti del mondo; da scalare le  mitiche montagne del Tour, dal Col du Glandon, Col de la Madeleine, Col de la Loze, Col du Soulor (11.8 chilometri al 7.3%),  Col des Borderes (3.1 chilometri al 7.7%) e  l’Hors Categorie di Hautacam di 13.5 chilometri al 7.5% di pendenza media, queste ultime inserite nella dodicesima tappa,  alla cronoscalata con arrivo al Peyragudes,  per finire al temibile Mont Ventoux. Occhi puntati su Tadej Pogacar favorito d’obbligo numero uno e vincitore dell’edizione dello scorso anno con l’accoppiata Giro-Tour, suo avversario diretto è Jonas Vingegaard che ha lo ha battuto due anni fa.  Il primo assaggio, come un pò sarà quasi tutta la prima settimana, è per velocisti con tre soli strappi di quarta categoria che non presentano particolari difficoltà: la Cote de Notre Dame de Lorette, il Mont Cassel e la e la Mont Noir posto al 139 chilometro con partenza e arrivo a Lille. La prima fuga della giornata vede protagonisti Jonas Rutsch (Intermarché-Wanty) e i francesi Matis Le Berre (Arkéa-B&B Hotels), Bruno Armirail (Decathlon AG2R La Mondiale), Benjamin Thomas (Cofidis) e Mattéo Vercher (Total Energies) che vengono ripresi a 105 chilometri dal traguardo. Il francese della Cofidis e il portacolori della Total Energie dopo una decina di chilometri ritentano l’avventura guadagnando 27″ sul gruppo. Sulla salita del Mont Cassel lungo 1,3 chilometro con pendenza al 3,5% si stacca Filippo Ganna risentendo di una caduta avvenuta in precedenza. In vista del  G.P.M. i due fuggitivi si danno battaglia ma Thomas perde il controllo della bicicletta e rovina addosso a Vercher. Purtroppo si registra anche il primo ritiro ed è una bruttissima notizia per il ciclismo italiano, è Filippo Ganna che lascia il Tour.  La caduta ha lasciato grossi strascichi sul suo fisico tanto da costringerlo ad abbandonare. Peccato perchè avrebbe potuto recitare un ruolo di primo piano soprattutto nella cronometro. Foratura per Simon Yates, vincitore del Giro, costretto ad inseguire il gruppo compatto che guida la corsa, riesce a rientrare quando mancano 51 chilometri all’arrivo. Calma piatta in testa, nessuno tenta l’avventura neanche sul Mont Noir dove Vingegaard taglia il traguardo del G.P.M. precedendo Pogacar. Il danese guadagna un punto nella classifica della maglia a pois che tuttavia sarà indossata da  Benjamin Thomas primo sugli altri due G.P.M. della giornata.  Ritiro anche per Bissegger a 44 chilometri dal traguardo vittima anche lui della caduta che ha coinvolto Ganna. Si viaggia a 53 chilometri all’ora, il ritmo sostenuto e la morfologia della tappa non permettono fughe. Foratura per Ivan Romeo che a venti chilometri dall’arrivo deve recuperare 1’03” dal gruppo. Forcing in testa della Visma Lease e Bike approfittando di un passaggio dove tira un forte vento e si spezza il gruppo. In testa ci sono i favoriti del Tour, restano invece staccati Merlier, Milan, Roglic. Lipowitz  e soprattutto Evenepoel che inseguono a 12 chilometri dal traguardo con un ritardo di 26″.  Ancora più dietro un altro gruppo con Julian Alaphilippe a 1’50”. Si dilata il vantaggio del gruppo di testa 37″ a 7,8 chilometri da Lille sul primo gruppetto inseguitore, mentre Alaphilippe si trova a 3’09”. In volata Philipsen, uno dei pochi velocisti rimasti in testa, sfrutta benissimo il lavoro dei suoi compagni di squadra, in primis Van der Poel,  precede Girmay e indossa la prima maglia gialla, Evenepoel arriva con un ritardo di 40″, ed è la prima grande sorpresa di questo Tour.

Domani seconda tappa da Lauwin Planque a Boulogne sur Mer di  209 chilometri con due Cote da affrontare: la Cote de Saint Etienne (con pendenza massima del 10%) e  la Cote d’Outreau (all’ 8.8%) a tre chilometri dal traguardo.

Classifica di tappa:

1) Jasper Philipsen in 3h53’01”

2) Biniam Girmay +4”

3) Soren Waerenskjold +6”

4) Anthony Turgis +10”

5) Matteo Trentin – S.T.

6) Clement Russo – S.T.

7) Paul Penhoet – S.T.

8) Matteo Jorgenson – S.T.

9) Maryus Mayrhofer – S.T.

10) Samuel Watson – S.T.


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