Ventuno tappe, una cronometro individuale alla decima tappa la Viareggio-Massa di 40 chilometri, quarantanove salite e di queste sette saranno anche traguardi di tappa per un totale di 23.700 metri di dislivello, cima Coppi il Passo Giau 2236 metri alla diciannovesima tappa che prevede anche la scalata del Passo Falzarego 2105 metri da affrontare subito dopo. Questi in sintesi i numeri del 109° Giro d’Italia che prenderà il via venerdi 8 maggio per concludersi a Roma nella cornice dei Fori Imperiali il 31 maggio. L’edizione di quest’anno prenderà il via dalla Bulgaria e saranno tre le frazioni che si correranno in terra straniera: Nessebar-Burgas, 156 km, con il Cape Agalina di quarta categoria come unica asperità da affrontare due volte, la Burgas-Veliko Tarnovo di 22o0 chilometri con tre Colli di terza categoria da affrontare ed infine la Plovdiv-Sofia di 174 chilometri con il Borovets Pass di seconda categoria, si tornerà poi in Italia con la tappa da Catanzaro a Cosenza di 144 chilometri con la scalata del Cozzo Tunno di seconda categoria. Un Giro che vede ai nastri di partenza 23 squadre ma con molte defezioni che hanno provocato non pochi mugugni e malumori, già perchè delle star del ciclismo mondiale saranno pochi quelli che si sfideranno sulle nostre strade. Grande attesa per la prima apparizione del fuoriclasse danese Jonas Vingegaard che vanta nel suo palmares due Tour de France e una Vuelta, unico corridore finora ad aver battuto il “fenomeno” Tadej Pogacar in un grande corsa a tappe ma anche tanta, tantissima delusione per le assenze di altri fuoriclasse che hanno preferito la Grand Boucle al Giro. L’elenco è lungo, ma basta evocare i nomi di Evenepoel, Van Aert, Van der Poel, Lipowitz, Seixas, Mads Pedersen oltre a quella del campione del mondo già ampiamente annunciata nella fase di preparazione della stagione, per capire la qualità e lo spettacolo che mancherà lungo il percorso della corsa rosa. In questo contesto è chiaro che il superfavorito è il danese della Visma Lease a Bike che potrà contare sull’apporto di Sepp Kuss, vincitore di una Vuelta, Campenaerts, Keldermann e Lemmen per sferrare i suoi micidiali attacchi sulle alture. Chi potrà rendergli la vita dura? Sono in pochi quelli che potranno ostacolarlo e tra questi spicca Giulio Pellizzari. Era dai tempi di Vincenzo Nibali che un corridore italiano non veniva quotato come possibile protagonista del Giro. Il giovane marchigiano si è già messo in luce lo scorso anno, e in quest’inizio di stagione ha confermato le sue qualità migliorando soprattutto nel carattere, nella grinta e nella personalità. Ha vinto due settimane fa il Tour des Alps e in una Red Bull che ha lasciato al tour le sue stelle, può comunque contare sull’apporto di Nico Denz, Aleksandr Vlasov, Gianni Moscon e soprattutto Jai Hindley, vincitore del Giro di quattro anni fa che potrebbe fungere da seconda punta nello scacchiere della squadra tedesca, per dare filo da torcere a Vingegaard. Non sarà facile ma il ragazzino ha dimostrato di avere buone carte da giocare. Altro outsider di spicco è Egan Bernal. Il colombiano della Ineos è un corridore che ha saputo con grande volontà battere la sfortuna e ritornare a recitare un ruolo di primo piano nelle corse. Nel pieno della sua carriera con un Tor de France e un Giro d’Italia già nel palmares restò vittima di un gravissimo incidente mentre si allenava nella sua Nazione che lo ha tenuto sul filo tra la vita e la morte per diverso tempo. Una volta ristabilitosi ha voluto tornare in bicicletta con tanta rabbia e grinta e riprendere quel percorso che aveva dovuto interrompere. Ha morso la polvere arrivando staccatissimo, ma sta ritrovando la sua personalità e le sue qualità. E’ arrivato secondo dietro Pellizzari al Tours des Alps e può candidarsi a recitare un ruolo di primo piano in questo Giro. Gli daranno una grande mano Thymen Arensman, che avrà anche il ruolo di seconda punta della sua squadra e Filippo Ganna, a sua volta grandissimo favorito nella tappa a cronometro. Sulla carta hanno buone chances Santiago Buitrago, della Bahrain Victorius, Felix Gall, della Decathlon ed Enric Mas della Movistar, buoni scalatori che hanno però il difetto di non essere costanti nel loro rendimento, capaci di grandi exploit ma anche di cocenti delusioni. Gall sarà il capitano della squadra francese che ha la sua grande stella in Paul Seixas che correrà al Tour. Grandi discussioni si sono succeduti in questi ultime settimane soprattutto sui social sulla sua scelta di non essere presente in un Giro dove avrebbe potuto recitare un ruolo di primissimo piano. Al suo esordio nella scorsa stagione destò già una grande impressione correndo con carisma, autorità e padronanza nei propri mezzi, doti confermate quest’anno inanellando successi di rilievo e allora quale grande palestra sarebbe stata per lui correre sulle nostre strade avvantaggiato tra l’altro da assenze di rilievo? Discorsi giustissimi che non fanno una grinza, ma…. Ma è francese e con tutte le pressioni, le attese degli appassionati e della stampa francese, che non vede l’ora di tornare a rivivere la lontana epopea dell’ultimo fuoriclasse che rispondeva al nome di Bernard Hinault , poteva mai presentarsi alla corsa rosa invece che alla Grand Boucle? Come minimo l’avrebbero fucilato! Discorso a parte infine va fatto per le scelte della UAE Emirates. E’ vero che il capitano designato era Joao Almeida, è altrettanto vero che il portoghese non è in buone condizioni fisiche tanto che si è dovuto ritirare al recente Giro di Romandia, ma le scelte della squadra emiratina ci hanno lasciato non poche perplessità. Il capitano sarà Adam Yates, gemello di Simon,vittorioso nel Giro dello scorso anno, ottimo corridore nelle corse a tappe di una settimana e soprattutto spalla efficace di Pogacar, ma non ha la qualità di battersi in una corsa di tre settimane. La UAE possiede un organico che la pone come squadra numero uno nel ranking UCI e allora perchè lasciare a casa Isaac Del Toro e presentare il britannico alla corsa rosa? Non sarebbe stato meglio il contrario tanto più che il messicano, secondo dietro Simon Yates, è giovanissimo ma ha il carisma adatto per puntare al successo finale? Scelta per dare una mano a Pogacar nel Tour? Ma il campione del mondo ha necessario bisogno del messicano per vincere, non avrebbe potuto fare ugualmente la stessa cosa Adam Yates, che tra l’altro ha già ampiamente dimostrato di essere una grande spalla per lo sloveno? A voi le risposte. Buon Giro a tutti.

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