Nuova denominazione ma la sostanza resta la stessa da quando nel 1947 si corse per la prima volta, stiamo parlando del Giro del Delfinato che ha cambiato nome in Tour Auvergne – Rhône-Alpes. Otto tappe molto dure e la terza è a cronometro a squadre. Un corsa che tradizionalmente serve a mettere chilometri nelle gambe per il prossimo Tour de France, ed è proprio nell’ottica della Grande Boucle che l’edizione di quest’anno si prospetta molto interessante. Mancherà, ovviamente, Jonas Vingeaard vincitore appena una settima fa del Giro d’Italia e non sarà ai nastri di partenza neanche Tadej Pogacar che ha preferito continuare ad allenarsi in altura per affrontare il Giro della Svizzera in programma subito dopo la corsa francese, ma gli occhi sono puntati sul prevedibile duello tra Paul Seixas, astro nascente del ciclismo mondiale e Isaac Del Toro, che nonostante continui ad essere uno tra i più fedeli  gregari del campione del mondo, può già vantare un palmares di tutto rilievo. Attesa anche per Joao Almeida, che ha dovuto rinunciare al Giro d’Italia per problemi fisici e punterà tutto sulla Vuelta saltando il Tour, e Juan Ayuso, più ombre che luci il suo rendimento soprattutto da quando ha lasciato la UAE. Nel ruolo di outsider vanno inseriti Mattias Skjelmose, Cian Uijtdebroeks, Santiago Buitrago, che ha dovuto abbandonare il Giro dopo la caduta nella seconda tappa, e  Matteo Jorgenson che in assenza del fuoriclasse danese ricoprirà il ruolo di capitano, tra i partenti spicca anche Wout Van Aert. Tra gli italiani le speranze sono riposte in Lorenzo Fortunato. Si parte subito con una prima tappa impegnativa,  partenza da Vizille ed arrivo a Saint-Ismier di 146.2 chilometri, con cinque salite da affrontare: il Col de l’Arzelier (8.6 km al 5.7% di pendenza media e punte del 17.1%) la Côte de Seyssins (2.6 km con pendenza media al 6%), la Côte de Quaix-ex-Chartreuse (2.3 km al 9.2% e punte al 15.6%), il Col de Vance (5.1 km al 6%) ed infine la Côte de Rousset (8.2 km al 7.6% di pendenza media e punte al 17.9 %) a 20 dall’arrivo ed è Alex Baudin che la spunta con una fuga partita fin dai primi chilometri che ha visto protagonisti oltre al francese anche altri nove corridori: Alastair MacKellar (EF Education-EasyPost), Pepijn Reinderink (Soudal Quick-Step), Raul Garcia-Pierna (Movistar Team), Georg Zimmermann (Lotto Intermarché), Matteo Vercher (Totalenergies), Alex Diaz (Caja Rural-Seguros RGA), Nadav Raisberg (NSN Cycling Team), Sergio Samitier (Cofidis) e Clement Braz Afonso (Groupama-FDJ), vantaggio massimo 2′. La prima svolta della corsa avviene sull’ascesa della  Côte de Quaix-ex-Chartreuse quando il gruppetto si sgrana e restano al comando in quattro: Baudin, Braz Afonso, Vercher e Bennett. Sulla Côte de Rousset, a trenta chilometri dall’arrivo, il corridore della EF attacca, guadagna 1’20” sugli inseguitori e non viene più ripreso conquistando il suo primo successo in questa stagione. Alle sue spalle nel gruppo la tranquillità viene improvvisamente spezzata a cinque chilometri da Saint-Ismier quando vanno via Vauquelin ed Onley (Netcompany INEOS), Bisiaux (Decathlon CMA CGM Team), Plapp (Team Jayco AlUla), Armirail e Tulett (Team Visma – Lease a bike), Tuckwell (Red Bull-BORA-hansgrohe), Debruyne (Alpecin-Premier Tech) e Molard (Groupama FDJ United), una compagnia non certo trascurabile tenuto conto della presenza di corridori che possono inserirsi in classifica generale come Plapp, Vauquelin e Onley. Un impresa perfettamente riuscita, già perchè nonostante la forte ma tardiva reazione degli inseguitori con Ayuso e Seixas in testa, i nove sono riusciti a guadagnare dodici preziosi secondi sui rivali da fare valere nei prossimi giorni. Resta da sottolineare la durezza dell’intero Giro che fin da questa tappa ha già emesso implacabili sentenze. La Côte de Quaix-ex-Chartreuse, in particolare oggi non solo è stato il trampolino di lancio di Baudin verso il successo ma ha anche detto chiaramente che Joao Almeida e Wout Van Aert non sono ancora in condizioni per giocare un ruolo di primo piano. I due campioni si sono staccati e sono arrivati con un notevole ritardo, per loro il prosieguo nel Giro sarà solo l’occasione per cercare di ritrovare la buona condizione. Un colpo l’ha ricevuto anche Paul Seixas che ha perso un compagno di squadra prezioso, Matthew Riccitello si è dovuto, infatti, ritirare per problemi di salute. Il corridore americano si è presentato ai nastri di partenza, ma nonostante gli sforzi per restare in gara al momento in cui si è concretizzata la fuga si è staccato decidendo di abbandonare la corsa.

Ordine di Arrivo:

1) Alex Baudin ( EF Ecuational EasyPost) 3:43.58
2) Ramses Debruyne ( Alpecin Premier Tech) 32″
3) Lèo Bisiaux ( Decathlon CMA CGM Team) s.t.
4) Kevin Vermaerke (UAE Team Emirates  XRG) s.t.
5) Rudy Molard (Groupama FDJ United) s.t.
6) Ben Tulett ( Team Visma  Lease a Bike) s.t.
7) Luke Plapp ( Team Jayco AlUla) s.t.
8) Luke Tuckwell (Red Bull-BORA-Hansgrohe) s.t.
9) Kèvin Vauquelin ( Netcompany INEOS) s.t.
10) Oscar Onley ( Netcompany INEOS) s.t.

Classifica Generale:

1) Alex Baudin ( EF Ecuational EasyPost) 3:43.58
2) Ramses Debruyne ( Alpecin Premier Tech) 32″
3) Lèo Bisiaux ( Decathlon CMA CGM Team) s.t.
4) Kevin Vermaerke (UAE Team Emirates  XRG) s.t.
5) Rudy Molard (Groupama FDJ United) s.t.
6) Ben Tulett ( Team Visma  Lease a Bike) s.t.
7) Luke Plapp ( Team Jayco AlUla) s.t.
8) Luke Tuckwell (Red Bull-BORA-Hansgrohe) s.t.
9) Kèvin Vauquelin ( Netcompany INEOS) s.t.
10) Oscar Onley ( Netcompany INEOS) s.t.


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