Almeida in volata su Vingegaard,  l’arrivo meno pronosticato alla vigilia, non tanto per i due protagonisti ma per come è avvenuto. E’ il giorno dell’Angliru infatti, e le aspettative di una corsa battagliata negli ultimi dodici chilometri era quanto meno attesa, ebbene si può dire che c’è stata ma non per  i primi due della classe che a sette chilometri dall’arrivo hanno fatto il vuoto alle loro spalle andandosene verso il traguardo. Almeida in testa e Vingegaard a ruota senza che nessuno dei due abbia avuto in mente di tentare uno scatto che mettesse in difficoltà il rivale. Sono andati di pari passo fino allo striscione d’arrivo dove il portoghese l’ha spuntata, ma anche lì non c’è stata praticamente volata. Delusione per quest’epilogo? Un pò ce n’è ma non si può non considerare che questi due si stanno giocando la Vuelta e in questi casi la tattica ha il suo valore predominante.  La tredicesima tappa parte da Cabezon de la Sal per arrivare sulla terribile salita dell’Angliru lunga 202 km, con tre GPM consecutivi a breve distanza l’uno dall’altro: Alto La Mozqueta, Alto del Cordal e infine il tanto atteso Angliru. La cosa si movimenta subito con una fuga di ventiquattro corridori, si registrano i ritiri di Ben O’Connor e Castrillo, 2’45” il vantaggio sul gruppo. In vista del primo G.P.M. di giornata dal gruppo dei fuggitivi prendono il largo cinque uomini: Antonio Tiberi, Gianmarco Garofoli, Jefferson Cepeda, Bob Jungels e Nicolas Vinokurov; ed è il figlio d’arte, a scollinare per primo sull’Alto La Mozqueta. Il loro tentativo prosegue e  a trenta chilometri dall’arrivo possono contare su un vantaggio di  3’50” sul gruppo maglia rossa. Ai piedi della salita dell’Alto del Cordal si staccano Tiberi e Garofoli, in testa retano in tre ed è ancora Vinokurov a passare davanti a Jungels e Cepeda sul G.P.M.. Tiberi è staccato di 55″ mentre il plotone è a 3’01”, inizia la discesa e poi ci sarà da scalare l’Angliru  salita fuori categoria, 12,4 chilometri interminabili al 9,7% con punte del 23%. Sfortunato Tiberi che scivola e cade,  fortunatamente senza conseguenze. Si rialza, cambia prontamente la bicicletta ma perde ancora contatto dal trio in fuga.  Comincia la dura scalata ed ecco che si materializza subito quello che avevamo già paventato da un paio di giorni, vale a dire alcuni manifestanti pro Pal bloccano la corsa. Stavolta non sono in molti tant’è che l’ intervento  delle forze dell’ordine consente ai corridori di ripartire. Il vantaggio del terzetto scende a 1′ 50″ sul gruppo guidato dalla UAE con Vingegaard che bracca Almeida. In testa si stacca Cepeda e restano solo in due al comando della corsa Vinokurov e Jungels il cui vantaggio però si assottiglia sempre più 1’17” ai -9. La UAE sempre a menare la danza e il gruppo si sfalda e ad inseguire restano i migliori della generale. Il destino dei fuggitivi sembra segnato 47″ a sette chilometri dalla conclusione. Vinokurov non ce la fa più e resta da solo Jungels davanti a tutti. Dal gruppo perdono contatto Ciccone, Pellizzari, Jorgenson e Gall  e alle spalle del fuggitivo restano solo Almeida, Vingegaard, Kuss, Hindley. Jungels viene raggiunto a 5,5 dall’arrivo e a questo punto ci si attende la bagarre. Almeida aumenta il ritmo a 4,4 dalla conclusione, ma Vingegaard sulla sua ruota  mentre si staccano gli altri due. Bravissimo Pellizzari che superato il momento critico raggiunge Pidcock e Gall e mette nel mirino Kuss e Hindely, a 1,4 dall’arrivo i due giganti hanno 48″ sui più immediati inseguitori, 1’04” su Gall. Ormai è chiaro che tra i due non ci saranno attacchi e contrattacchi, sarà volata  ed è  Almeida a vincere la tappa senza neanche troppo sforzarsi  guadagnando 4″ sul danese nella classifica generale. Alle loro spalle Hindley si prende il terzo posto su Kuss e sesto arriva un bravissimo Giulio Pellizzari a 1’11”, e stasera si ritrova sesto nella generale a 4′ dalla maglia roja. Questo giovanissimo corridore sta sempre più confermando le sue doti e se continuerà su questo passo è molto probabile che sarà lui il tanto atteso corridore italiano, dopo Vincenzo Nibali, a lottare per le prime posizioni in un grande Giro, nono invece Giulio Ciccone giunto a 2’15”. Domani quattordicesima tappa con partenza da Aviles e  arrivo dopo 135.9 chilometri a La Farropona.Lagos de Somiedo con due G.P.M. da affrontare: L’Alto Tenebreo (5,8 km al 6,5% di pendenza media), e il Puertu de San Llaurienzu (10,1 km all’8,5% di pendenza media) prima della salita finale di 16,9 chilometri con pendenza al 5,9% dove è collocato l’arrivo

Classifica di tappa:

1) Joao Almeida in 4h 54’15”

2) Jonas Vingegaard – S.T.

3) Jai Hindley +28”

4) Sepp Kuss +30”

5) Felix Gall +52”

6) Giulio Pellizzari +1’11”

7) Tom Pidcock +1’16”

8) Matthew Riccitello -S.T.

9) Giulio Ciccone +2’15”

10) Abel Balderstone +3’06”

 

Classifica Generale:

1) VINGEGAARD Jonas – 49h 30′ 54”

2) ALMEIDA João +46”

3) PIDCOCK Thomas +2’18”

4) HINDLEY Jai +3’00”

5) GALL Felix +3’15”

6) PELLIZZARI Giulio +4’01”

7) RICCITELLO Matthew +4’33”

8) CICCONE Giulio +4’54”

9) TRAEN Torstein +5’21”

10) KUSS Sepp +5’26”


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