E’ il giorno della festa nazionale in Francia e alla vigilia di questo Tour crediamo che da quelle parti si faceva strada la concreta speranza di vedere un corridore di casa trionfare, magari proprio quel Paul Seixas che sperano possa dare di nuovo lustro al ciclismo transalpino, ed invece… Invece è stato Tadej Pogacar a impreziosire con un altra sua gemma la decima tappa che inaugura la seconda settimana della grande boucle con sette salite sul Massiccio Centrale. Tutto calmo e tranquillo fino alla penultima salita con i migliori in gruppo a tenere sott’occhio il tentativo di Richard Carapaz e Tadej Pogacar sornione alle spalle dei suoi fidati scudieri in testa a fare l’andatura. Quando tutto lasciava prevedere che la situazione non sarebbe cambiata fino all’ultima ascesa, all’improvviso la Maglia Gialla è partito come un razzo alla sua maniera, in men che non si dica ha raggiunto e piantato in asso il povero Carapaz, che stava almeno pregustando l’idea di raccogliere i punti per la classifica degli scalatori, e si è letteralmente lanciato in discesa. Il suo vantaggio su un gruppetto formato da Evenepoel, Ayuso, Lipowitz, Seixas e Skjelmose è oscillato tra i 19″ e i 20″, sostanzialmente contenuto. E’ stato però sul Col de Font de Cère che il campione del mondo ha ulteriormente allontanato i suoi avversari guadagnando sul traguardo 32″ su Evenepoel e 34″ su Seixas e Lipowitz mentre leggermente più attardato Ayuso e Skjelmose a 38″. Vingegaard invece è arrivato a 44″. Non è una mazzata sul piano cronometrico, ma su quello psicologico potrebbe incidere anche se ad ogni modo stiamo parlando di fuoriclasse che hanno sempre nel loro cilindro una mossa a sorpresa.
La cronaca
Decima tappa da Aurillac a Le Lorian di 166.6 km, con sette G.P.M. da affrontare: la Côte de Pailherols (3 km al 7.2% medio, terza categoria), il Col de la Griffoul (5.9 km al 6.7% medio, seconda categoria), il Col de Prat de Bouc (3.1 km al 6.5% medio, terza categoria), la Côte de Murat (5.2 km al 5.3% medio, terza categoria), il Puy Mary – Pas de Peyrol (7.8 km al 6% medio, prima categoria), il Col de Pertus (4.4 km all’8.5% medio, prima categoria) e infine il Col de Font de Cère (3.1 km al 5.8% medio), a due chiloemtri dall’arrivo. Sprint al traguardo volante di Lacapelle-del-Fraisse tra Kanter e Pedersen, ed è il danese che la spunta prendendosi i 25 punti in palio. Attacchi e contrattacchi nella parte iniziale della tappa poi in vista del primo GPM di giornata, la Côte de Pailherols, prende il largo un gruppetto molto folto composto da 31 uomini: Alex Baudin e Ben Healy (EF Education-EasyPost), Sergio Higuita, Simone Velasco e Harold Tejada (XDS Astana), Thymen Arensman e Kévin Vauquelin (Netcompany INEOS), Valentin Paret-Peintre e Louis Vervaecke (Soudal Quick-Step), Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility), Javier Romo, Jefferson Cepeda, Raúl Garcia Pierna (Movistar Team), Mathieu Van der Poel e Ramses Debruyne (Alpecin Premier-Tech), Romain Gregoire, Clément Braz Afonso e Guillaume Martin(Groupama – FDJ United), Ben O’Connor e Luke Plapp (Team Jayco AlUla), Marco Frigo (NSN Cycling Team), Georg Zimmermann, Ion Izaggirre e Benjamin Thomas (Lotto Intermarché), Mikel Xabier Azparren e Fred Wright (Pinarello Q 36.5 Pro Cycling Team), Marco Haller e March Hirschi (Tudor Pro Cyvling Team), Jordan Jegat e Thibault Guernalec (TotalEnergies) e Joel Nicolau (Caja Rural – Seguros RGA) ed è Valentin Paret Peintre che passa per primo. Superata l’asperità sono Romo e Tejada che tentano la sortita prendono 43″ di vantaggio sugli ex compagni di fuga mentre il plotone è a 1’45”. Sul Col de la Griffoul attacco di Romo che resta solo al comando della corsa con 23″ su Tejada mentre alle loro spalle si sgrana il gruppetto e restano in otto a condurre l’inseguimento. Lo spagnolo passa per primo sia sul Col de Prat de Bouc che sulla Côte de Murat, ma è da questo momento in poi che la corsa s’infiamma. Ai piedi del Puy Mary – Pas de Peyrol il corridore della Movistar viene ripreso dal gruppo, che intanto aveva via via assorbito tutti gli altri fuggitivi di giornata. Sui tornanti della penultima salita attacco di Richard Carapaz che guadagna 1’05” sul gruppo a tre chilometri dalla vetta, dietro acqua cheta. La UAE in testa a fare l’andatura e nessuno si muove quasi a tenere sotto controllo la fuga dell’ecuadoregno per poi giocarsi tutto sull’ultimo G.P.M. Carapaz prosegue con forza e vigore, probabilmente sente che può farcela anche se il suo vantaggio scende a 43″ sul plotone Maglia Gialla. Tadej Pogacar è sornione resta dietro il treno dei suoi compagni di squadra guardingo. In vista dell’ultimo chilometro dallo scollinamento parte improvvisamente. Una rasoiata micidiale cui nessuno è in grado di rispondere, guadagna subito 15″ ma soprattutto si avventa come un falco su Carapaz, a trecento metri dal G.P.M., lo supera in tromba va a prendersi i punti per la classifica degli scalatori lanciandosi come un fulmine nella discesa a dieci dal traguardo. Il suo vantaggio oscilla tra i 17″ e i 19″, insomma dietro cercano di reggere il colpo, ma è sull’ultima ascesa, il Col de Font de Cère, che aumenta fino a toccare i 32″ con cui taglia il traguardo. Alle sue spalle con un guizzo Remco Evenepoel riesce ad avvantaggiarsi leggermente e si piazza in seconda posizione precedendo il gruppo.
Ordine di Arrivo:
1) Pogacar Tadej – UAD 3:58:08
2) Evenepoel Remco – RBH 32″
3) Seixas Paul – DAT 34″
4) Lipowitz Florian – RBH s.t.
5) Ayuso Juan – LTK 38″
6) Skjelmose Mattias – LTK s.t.
7) Vingegaard Jonas – TVL 44″
8) Del Toro Isaac -UAD 1’31”
9) Martinez Lenny – Q36 1’59”
10) Pidcock Tom – TBV 2’03”
Classifica Generale:
1) Pogacar Tadej – UAD 36:15:02 –
2) Vingegaard Jonas – TVL 3’36”
3) Evenepoel Remco – RBH 4’06”
4) Ayuso Juan – LTK 4’22”
5) Seixas Paul – DAT 4’35”
6) Lipowitz Florian – RBH 4’44”
7) Del Toro Isaac – UAD 5’08”
8) Skjelmose Mattias – LTK 5’45”
9) Martinez Lenny – TBV 6’34”
10) Pidcock Tom – Q36 11’49”

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