Prima di addentrarci nei meandri della dodicesima tappa ci sembra doveroso fare un passo indietro, a quanto accaduto ieri. Com’è noto a seguito delle manifestazioni di proteste e delle intemperanze dei pro Pal sul traguardo di Bilbao, (ricordiamo che il giorno prima ne ha fatto le spese il corridore italiano della Israel Simone Petilli scaraventato a terra) la tappa è stata neutralizzata a tre chilometri dall’arrivo senza alcun vincitore e con i tempi presi sull’ultimo G.P.M. di giornata. Sono seguiti ovviamente mormorii, mugugni con voci incontrollate che parlavano insistentemente di un ritiro voluto o forzato della squadra Israel Premier Tech, a questo punto è intervenuta l’UCI che attraverso una dichiarazione ha preso una netta posizione: “Se la Israel-Premier Tech venisse esclusa, potrebbe rivolgersi al TAS o ai tribunali ordinari, e l’UCI dovrebbe pagare molti soldi a titolo di risarcimento. Il paragone con la Gazprom, esclusa nel 2022 a seguito dell’invasione militare compiuta dalla Russia nei confronti dell’Ucraina, non regge, perché in quell’occasione ci furono sanzioni, emesse dagli Stati, che escludevano le realtà russe dalle organizzazioni politiche e sportive. Ma oggi non esiste alcuna sanzione internazionale contro Israele. Se il Governo della Spagna domani non dovesse più permettere alla Israel-Premier Tech di correre la Vuelta, il problema sarebbe risolto”. La squadra in questione ha un solo ciclista israeliano in gara e che si è guadagnata comunque il diritto di partecipare in virtù del merito sportivo – Bisogna anche mettersi nei panni dei corridori, per i quali il ciclismo è un lavoro e che vivono di quello. Se uno di loro dovesse decidere di ritirarsi senza averlo concordato con il suo capo, si ritroverebbe subito senza stipendio. Ma non credo che i corridori di quella squadra siano felici di questa situazione”. Bene, la Israel continuerà a correre la Vuelta con annessi e connessi. Lungi da noi prendere una posizione in un senso o in un altro in quanto questa non è la sede adatta ci limitiamo solo ad osservare che, vista la delicata situazione internazionale con le proteste che stanno diventando sempre più incalzanti e pesanti non è remoto il pensiero di doverci attendere altre plateali proteste che potrebbero anche incidere sulla regolarità della corsa.
Dodicesima tappa dunque che parte Laredo, con arrivo a Los Corrales de Buelna lungo 145 chilometri con due G.P.M. da affrontare: Puerto de Alisas (8,6 km al 5,8%) dopo poco la partenza la Collada de Brenes (7 km al 7,9%), a -23 dall’arrivo. ascesa sicuramente impegnativa che metterà in palio, in cima, anche i secondi di abbuono. Quarantadue corridori danno vita ad una maxi fuga, 1’56” il vantaggio sul gruppo guidato dalla Visma a 84 chilometri dall’arrivo. Aumenta il vantaggio dei fuggitivi 2’22” ai -71 dall’arrivo. Scatto di Ivan Cortina quando mancano 61 chilometri dall’arrivo, 19″ il vantaggio sui suoi ex compagni di fuga mentre sale ancora il ritardo del plotone maglia rossa, 3’31”, il suo tentativo però dura poco perche a -50 viene ripreso. Il gruppo dei migliori sembra disinteressarsi della fuga anche perchè UAE e Visma tendono a risparmiare le forze in vista soprattutto delle prossime tappe più impegnative. In vista dell’ultima salita si sganciano sei corridori Michel Hessmann (Movistar), Magnus Sheffield (Ineos Grenadiers), James Shaw (EF Education-EasyPost), Finlay Pickering (Bahrain Victorious), Brieuc Rolland (Groupama-FDJ), e Victor Guernalec (Arkéa-B&B Hotels) hanno 40″ sugli ex compagni di fuga, gruppo dei migliori a 5’08”. Allungo di Shaw e Rolland sull’ascesa che porta al G.P.M. di Collada de Brenes, il loro tentativo però dura solo un paio di chilometri e vengono ripresi. Neanche il tempo di ricompattarsi che parte Ayuso sulla cui ruota si porta Romo, 25″ il vantaggio sul gruppetto mentre calma piatta in quello dei migliori che viaggia con 5’10” di ritardo. Romo scollina davanti ad Ayuso, Rolland staccato di una decina di secondi, andatura tranquilla invece nel plotone maglia rossa che scollina con un ritardo di 5’40”. Prosegue la fuga della coppia di testa ai -7 dall’arrivo hanno 16″ su Rolland, 1′ sui primi inseguitori e 6’04” sul resto del plotone. I due spagnoli arrivano all’ultimo chilometro e si giocano il successo di tappa in volata, la spunta Ayuso che fa quindi il bis personale in questa Vuelta davanti a Romo, terzo Rolland a 13″. Il gruppo dei migliori arriva con un ritardo di 6’20”. Domani la tanto attesa tredicesima tappa con la temutissima scalata dell’Angliru.
Classifica di tappa:
1) Juan Ayuso in 3h 16′ 21”
2) Javier Romo – S.T.
3) Brieuc Rolland +13”
4) Victor Campenaerts +17”
5) Mads Pedersen S.T.
6) Nico Denz S.T.
7) Damien Howson – S.T.
8) Santiago Buitrago – S.T.
9) Markel Beloki – S.T.
10) Pablo Castrillo – S.T
Classifica generale:
1 – VINGEGAARD Jonas TVL 44:36:45 –
2 – ALMEIDA João UAD 0:50 –
3 – PIDCOCK Thomas Q36 0:56 –
4 – TRÆEN Torstein TBV 1:06 –
5 – GALL Felix DAT 2:17 –
6 – ARMIRAIL Bruno DAT 2:22
7 – JORGENSON Matteo TVL 2:26 –
8 – HINDLEY Jai RBH 2:30 –
9 – CICCONE Giulio LTK 2:33 –
10 – PELLIZZARI Giulio RBH 2:44 –

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