Arrivano le prime salite al Giro ed escono fuori i big, o meglio Juan Ayuso. E’ lui che taglia il traguardo posto in cima alla salita di tagliacozzo nella settima tappa che ha visto i corridori partire da Castel di Sangro e arrivare in cima a Tagliacozzo dopo 168 chilometri. Una prova di forza muscolare quella dello spagnolo che negli ultimi ottocento metri parte in maniera perentoria da un gruppo di una quindicina di corridori salta Egan Bernal che aveva cercato di sorprendere tutti e rifila 4″ al suo compagno Del Toro e all’ottim campione campione colombiano Bernal. Sorpreso Roglic dallo scatto furioso del capitano della UAE non ha replicato ma è riuscito a limitare i danni giungendo con lo stesso tempo dei primi tre, conquistando comunque la maglia rosa con soli 4″ su Ayuso e 9″ sul suo compagno di squadra Del Toro. Una situazione che si è messa benissimo per lo squadrone emiratino che può puntare da oggi in poi su due uomini di enorme spessore e saranno giornate dure per le altre squadre. Ci si attendeva la replica dello sloveno allo scatto di Ayuso ed è nelle corde di questo atleta capace negli ultimi chilometri di sferrare attacchi che fanno male, ed invece è rimasto bloccato reagendo negli ultimi metri per ridurre lo svantaggio. Bravo anche Giulio Ciccone che negli 1.500 metri ha cercato di fuggire dal gruppo ma è stato subito agganciato da Bernal. Una tappa che prevedeva subito il G.P.M. a Roccaraso dopo soli nove chilometri di corsa, salita di terza categoria al 6,4%. Subito tentaivi di fuga bloccat però dalle ferrea guardia della UAE e della Red Bull Bora Hansgrohe. In vetta transitava per primo Lorenzo Fortunato che guadagnava punti per la classifica degli scalatori. La carovana si è poi avviata verso il Monte Urano, 4,5 chilometri di seconda categoria al 9,4%. Lasciavano il gruppo sette corridori: Paul Double (Jayco AlUla), Manuele Tarozzi (VF Group-Bardiani CSF-Faizanè), Gijs Leemreize (Picnic PostNL), Christian Scaroni (XDS Astana), Gianmarco Garofoli (Soudal-QuickStep), Alessandro Tonelli (Polti VisitMalta), Nicolas Prodhomme (Decathlon AG2R La Mondiale), il gruppo lasciava andare e i battistradava di buona lena e dandosi regolarmente il cambio andavano ad affrontare il terzo G.P.M. della giornata, la Salita Vado della Forcella di seconda categoria, non molto ripida (3,6% con punte al 9%) ma molto lunga (21,6 chilometri). I battistrada raggiungevano un vantaggio massimo di 4’10”. Al G.P.M. transitava per primo Double precedendo Tarozzi. Nella discesa furioso l’inseguimento del gruppo trascinato dalla Lidl Trek ed in particolar modo dalla maglia rosa Mads Pedersen che dimezzava lo svantaggio. Sul piano a 34 chilometri dalla conclusione in una caduta venivano coinvolti Roman Bardet e Gaudu. Il primo subito aiutato da due compagni di squadra riusciva a rientrare dopo due chilometri il portacolori della Groupama Francais des Jeux dolorante ad una mano restava solo per un bel pò fin quando dall’ammiraglia, a dire la verità in colpevole ritardo, partiva l’ordine di fermare tutta la squadra per riportarlo in gruppo. Spettacolare da vedersi, quasi come fosse una crono squadre, ma sul piano tecnico errore grave da parte dei D.S. del team francese. La fuga dei sette terminava a cinque chilometri dal traguardo sotto la spinta dell’Ineos e della Barhain. La maglia rosa Pedersen, che non è uno scalatore, si staccava inesorabilmente dopo aver messo Giulio Ciccone nelle condizioni di poter provare un attacco. Il danese sapeva che avrebbe perso la maglia che ha conquistato e difeso dall’alto della sua classe in questi primi sei giorni di gara ed ora tenterà di tenere la maglia ciclamino fino a Roma. In testa al gruppo nessuno se la sentiva di scattare ma a due chilometri partiva Egan Bernal e la corsa s’infiammava con un finale scoppiettante così come si prevede potrà essere questo Giro. Domani ottava tappa da Giulianova a Castelraimondo di 197 chilometri con altri quattro G.P.M.: Croce di Casale (3^ categoria, al km 60,9), la scalata del Sassotetto (1^ cat., al km 104,9), e la salita di Montelago (3^ cat., km 152,1). Infine l’ultimo G.P.M. di Gagliole (4^ cat.), un muro di 800 metri al 12% a 6.5 km dalla fine. Si arriva in leggera ascesa, tra il 5% e il 2% di pendenza.

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