Seconda giornata di riposo al Giro che chiude la prima settimana di corsa molto movimentata con repentini cambiamenti nella classifica generale. All’iniziale predominio di Mads Pedersen ha fatto seguito una serie di passaggi di consegne tra i proprietari della maglia Rosa. Il favorito numero uno, Primosz Roglic l’ha indossata due volte ma ha chiaramente fatto capire che non era interessato a tenerla fino alla fine del Giro facendo di tutto per perderla. Lo sloveno possiede una notevole esperienza e sa come gestire le forze nelle lunghe corse a tappe, oltretutto non ha più un’età verde (35 anni) e gioco forza non può sprecare inutili energie. Nell’ottava tappa quando ha visto che le squadre più forti hanno addossato alla Red Bull il peso dell’inseguimento ad un gruppo di corridori usciti dal gruppo, ha lasciato andare la fuga arrivando con un ritardo di 6′. Sul traguardo di Castelraimondo ne ha beneficiato Diego Ulissi che ha coronato il sogno di indossare la Maglia Rosa per la prima volta nella sua ottima carriera e dopo quattro anni da Alessandro De Marchi ultimo italiano a vestirla. Tuttavia la prima vera rivoluzione nella classifica generale e nelle schermaglie tattiche si è avuta nella tappa di ieri che portava i corridori da Gubbio a Siena. Era già segnata con il rosso fin da quando è stato disegnato il Giro, una sorta di Strade Bianche bis con sei tratti di sterrato che nelle previsioni avrebbe potuto dare una prima sterzata alla corsa, e così è stato. La battaglia feroce è esplosa sul secondo tratto quando una caduta che ha coinvolto Roglic ha scatenato la furia di Isaac Del Toro. Il giovane talentuoso corridore della UAE Emirates si è messo a tirare come un forsennato in testa facendo saltare il gruppo come una bottiglia di spumante. Ne ha fatto le spese Juan Ayuso, capitano della squadra che è rimasto staccato. Ora norma vuole che in questi casi il fuggitivo della stessa squadra viene fatto fermare o rallentare per dare una mano al proprio capitano, prassi normale nel ciclismo. Ieri però è andato in scena tutto un altro atto. Del Toro a menare la danza e Ayuso, in grande difficoltà a rincorrere. Se da una parte la strategia della UAE probabilmente era quella di far perdere quanti più minuti possibili a Roglic dall’altra è venuta fuori un capovolgimento nella gerarchia interna. Voluta? Non voluta? Fatto sta che le acque in casa emiratina si sono fortemente agitate e lo spagnolo non crediamo abbia gradito quanto accaduto. E’ anche vero che domani la corsa riprenderà con una cronometro di 28,6 chilometri terreno molto più congeniale allo spagnolo che non al messicano, conclamato scalatore, ma non sarà facile recuperare 1’13” a Del Toro che partirà per ultimo con la Maglia Rosa. Non sarà facile neanche per il D.S. gestire quello che può diventare un duello interno tra due campioncini in possesso anche di un carattere forte anche se il messicano ha già dimostrato più di una volta disciplina di squadra mettendosi sempre a disposizione dei compagni ed in particolare di Pogacar. La crono di domani arriva anche come un ancora per Primoz Roglic che avrà la possibilità, sul suo terreno, di poter recuperare buona parte del ritardo di 2’25” accumulato nella tappa di ieri. Fino alla caduta lo sloveno aveva dimostrato di essere in buona forma e su un percorso accidentato recuperare lo svantaggio non è facile per nessuno. Ha chiuso tuttavia senza crollare ed è un segnale della sua condizione e il riposo di oggi non può che avergli fatto recuperare un pò di forze perse ieri. Abbiamo parlato della Maglia Rosa conquistata da Diego Ulissi, ma c’è anche da sottolineare l’ottimo piazzamento di Antonio Tiberi, terzo in classifica a 1’30” da Del Toro. Ieri si è difeso benissimo e da buon cronoman domani potrebbe anche regalare ulteriori emozioni. In chiave italiana ottimo anche il comportamento finora di Giulio Ciccone, quinto in classifica a 1’41” dalla vetta e anche se domani non è certo la sua giornata ha però dimostrato di avere le gambe per lottare per le prime posizioni della classifica generale. In questa settimana abbiamo rivisto un brillante Egan Bernal. ha sfiorato il successo nella tappa che terminava a Tagliacozza bruciato negli ultimi settecento metri da uno scatto di Ayuso e ieri è stato a lungo in fuga con Del Toro lasciandosi poi risucchiare dal gruppo. Sappiamo delle vicissitudini che lo hanno flagellato e rivederlo davanti a tutti non può che far piacere. Infine una nota a parte la merita Wout Van Aert. Grande attesa per lui in questo Giro ma i malanni che lo hanno colpito in questa fase iniziale della stagione gli hanno impedito di esprimersi al meglio. Tagliato fuori subito, attardato nelle prime tappe con un pesante ritardo in classifica è stato oggetto anche di dure critiche. Ma lui è un campione e piano piano stringendo i denti, tappa dopo tappa ha fatto leva sulle sue grandi qualità e sul suo orgoglio per risalire la china. Già nella tappa di Napoli aveva dato segnali di ripresa e il capolavoro lo ha disegnato ieri quando non solo ha resistito alla furia Del Toro ma negli ulti cinquecento metri sulla dura salita che porta sulla Piazza del Campo a Siena lo ha sopravanzato tagliando il traguardo con le braccia al cielo non solo per il successo ma anche come una liberazione.


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