Bronzo per Elisa Longo Borghni nel mondiale elite femminile, è il quarto nella sua carriera. Sul circuito di Montreal da ripetere nove volte con la salita della Voie Camillien-Houde, ascesa di 1,7 km al 7,3% da ripetere otto volte l’azzurra ha tentato la sortita all’inizio dell’ultimo giro guadagnando 11″ sulle avversarie, ma sull’ultimo passaggio della salita è stata ripresa e staccata da Vollering e Niewiadoma. Tuttavia non ha mollato, ha cercato di resistere cercando di recuperare i 17″ di ritardo. Un impresa quasi riuscita ma Vollering e Niewiadoma, sono riuscite a tenere 4″ di vantaggio e nello sprint è stata l’olandese a battere la polacca conquistando il titolo di campione del mondo.

La cronaca
Una corsa che è decollata a cinquanta chilometri dalla conclusione quando la francese Squiban si è prodotta in un attacco solitario raggiungendo il massimo vantaggio di 45″ sul gruppo. Un pò troppi per le olandesi che sulla Voie Camillien-Houde, si mettono in testa a tirare accelerando il ritmo e di colpo lo svantaggio si riduce a 26″. Entra in scena la Vollering che attacca, Longo Borghini tenta di rispondere ma non riesce ad agguantarla. Vola l’olandese che aggancia la fuggitiva e resta sola al comando, alle sue spalle si forma un quartetto formato da Longo Borghini, Pieterse, Niewiadoma e Squiban staccate di 22″. Sulle inseguitrici rinvengono anche la Reusser, campionessa del mondo nella cronometro, Wlodarczyk, Berthet, Gery. Tira e molla tra l’olandese e il gruppetto inseguitore dove la svizzera fa valere le sue doti veloci. Sulla salita Longo Borghini tenta di andarsene con Gery alla sua ruota, ma vengono riprese. Ritmo indiavolato della Reusser a due giri dalla fine e il divario a venti dall’arrivo scende a 20″ che però risale a 30″. Si ritorna per la penultima volta a salire e dal gruppetto si staccano Wlodarczyk e Gery, mentre l’azzurra si produce in un nuovo attacco seguita dalla Niewiadoma e dalla Berthet. Diminuisce il vantaggio della Vollering che ora sente sul collo il fiato delle inseguitrici 3″ a 16 dal traguardo e viene ripresa. Al comando dunque si forma un quartetto composto da Vollering, Longo Borghini, Niewiadoma e Berthet mentre la Reusser è a 17″. All’inizio dell’ultimo giro fulmineo attacco di Elisa Longo Borghini che arriva a guadagnare 11″ sulle inseguitrici, ma a 900 metri dallo scollinamento viene ripresa dalla Vollering e dalla Niewiadoma ed è l’olandese che allunga negli ultimi cento metri della salita portandosi dietro la polacca mentre l’azzurra si stacca. La coppia di testa fila come un treno verso il traguardo, Longo Borghini dietro a inseguire a 12″ e sulla Côte de la Polytechnique, inizia una rimonta incredibile che la porta a soli 5″ all’inizio della discesa sembra fatta, ma a -3,5 la Vollering e la Niewiadoma si riportano a +17″ sull’azzurra. Nell’ultimo chilometro le due davanti cominciano a guardarsi e Longo Borghini, in compagnia della Reusser, nel frattempo rientrata sull’azzurra, cerca un disperato recupero. Niewiadoma a questo punto lancia lo sprint, ma la Vollering non si fa sorprendere, supera la polacca e va a conquistare la maglia iridata, trascorrono solo 4″ e Longo Borghini conquista il bronzo davanti alla Reusser.

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