La diciottesima tappa da Morbegno a Cesano Maderno di 144 chilometri consente una tregua alla carovana dopo le battaglie degli ultimi due giorni. Tre sono i G.P.M. da scalare, il primo di seconda e gli altri due di terza categoria: il  Parlasco dopo km 37,7  di corsa  lungo 7,6 km, con pendenza media del 6.2% e massima 11%, il Colle Balisio (al km 54,5  lungo 4,5 Km.  pendenza media del 4.1% e massima 9%,  e infine il  Ravellino (al km 78 – lunghezza 8,9 km pendenza media 4.4%, massima 12%, dislivello 395 m. Da quest’ultimo scollinamento fino all’arrivo si dovranno percorrere ben 6o chilometri pianeggianti, logico attendersi un arrivo in volata. Vanno in fuga 12 corridori: Kaden Groves, Fabio Van den Bossche (Alpecin-Deceuninck), Luca Mozzato (Arkéa-B&B Hotels), Edoardo Zambanini (Bahrain Victorious), Dries De Bondt, Andrea Vendrame (Decathlon AG2R La Mondiale), Rémy Rochas (Groupama-FDJ), Francesco Busatto (Intermarché-Wanty), Mads Pedersen (Lidl Trek), Jon Barrenetxea (Movistar), Matteo Moschetti (Q36.5), Mattia Cattaneo (Soudal-QuickStep), Mirco Maestri (Polti VisitMalta) e Edoardo Affini (Visma | Lease a Bike) cui si aggiungono ben presto altri fuggitivi per un folto gruppo di circa 40 uomini. Alle pendici della salita di Perlasco si stacca Ayuso e dopo un pò, altro colpo di scena di questo Giro, si ritira. E’ Christian Scaroni che si aggiudica il G.P.M. davanti a Tarozzi e De Pretto. Il gruppo lascia fare e il vantaggio dei fuggitivi raggiunge i 4’05”.  Mads Pedersen si prende i 12 punti per la maglia ciclamino, sempre più saldamente nelle sue mani, al traguardo volante di Primaluna. Il corridore della XDS Astana passa davanti a tutti anche al G.P.M. del Colle di Balisio. La maglia ciclamino non vuole lasciare nulla ai suoi rivali di classifica e vince anche la volata al traguardo volante di Galbiate precedendo De Bondt. Sale il vantaggio dei fuggitivi, 7’41” a 64 chilometri dal traguardo, del resto non c’è nessuno che possa creare problemi agli uomini di classifica visto che il più vicino ai primi dieci della classifica generale è Diego Ulissi a oltre 40′ da Del Toro.  Se i traguardi della classifica a punti sono preda di Pedersen quella degli scalatori non sfuggono a Scaroni che passa per primo anche sul Ravellino. In vista del traguardo volante Red Bull di Sirtori allungano Marcellusi, Rochas e Tarozzi che taglia il traguardo. Sullo slancio prosegue la fuga dei tre che a 47 chilometri dall’arrivo hanno 37″ sugli inseguitori e 10′ 17″ sul gruppo.  Il tentativo finisce a 40 chilometri dall’arrivo. Finale a rischio caos. I corridori dovranno percorrere un circuito di dodici chilometri e con il vantaggio di 10′ sul gruppo potrebbero anche incrociarsi, la giuria prende la decisione di fermare il gruppo Maglia Rosa per 5′ e poi far riprendere la corsa. Prende il largo una fuga di undici corridori: Denz, Panckaert, De Bondt, Hoole, De Pretto, Edmondson, Maestri, Van Baarle, Warbasse, Magli e Conci, al primo passaggio sul traguardo hanno 1’26” sugli immediati inseguitori, si fa sorprendere Mads Pedersen e rischia di farsi sfuggire la tappa.  Sale ancora il vantaggio, 1’53” a 19 chilometri dall’arrivo, ormai sarà difficile che gli inseguitori riescano a raggiungerli. Allungo di Nico Denz, dietro si fermano e il portacolori della Red Bull prende 17″ sugli ex compagni di fuga. Sale il vantaggio del tedesco 26″ al suono della campanella dell’ultimo giro mentre il gruppo dei migliori è a 10′ 50″.  Vola il corridore della Red Bull, 33″ a sei chilometri da Cesano Maderno. Ormai Denz è imprendibile 46″ all’ultimo chilometro e la tappa è sua, Maestri vince la volata degli inseguitori, gruppo a oltre 10′.

Domani tappone alpino da Biella a Champoluc  di 166 chilometri. prima salita a Croce Serra (GPM di terza categoria, al km 15,1 pendenza media 4.6% massima), per poi entrare nella valle della Dora Baltea. Breve falsopiano fino a Verrès e poi tre lunghe salite da circa 15 km l’una senza respiro fra loro. Si scalano il Col Tzecore, con lunghi tratti oltre il 12% negli ultimi 4 km, (GPM  di prima categoria al  km 67 – lunghezza 16 km pendenza media 7.7%, massima 15%); il Col de St.Pantaléon (GPM di prima categoria al km 109,3 – lunghezza 16,5 km, pendenza media 7.2%, massima 12%); e il Col de Joux (GPM prima categoria, km 145,4 – lunghezza 15,1 km pendenza media 6.9%, massima 12%). Terminata la discesa su Brusson, inizia l’ultima parte sempre a salire con il passaggio da Antagnod, con pendenze fino all’11% (GPM di seconda categoria , km 161 – lunghezza 9,5, pendenza media 4.5%, massima 11%), che termina a 5 km dall’arrivo. Dopo l’Antagnod, inizia la discesa dapprima blanda fino ai 3 km, dove la pendenza aumenta per terminare con alcuni tornanti all’ultimo chilometro in centro a Champoluc, dove inizia un tratto in lastricato che termina a 400 m dall’arrivo, tutto in leggera ascesa. Rettilineo finale di 80 m su asfalto larghezza 7 m.

Classifica di tappa:

1) Nico Denz (Red Bull-Bora-hansgrohe)
2) Mirco Maestri (Polti VisitMalta) +1’01”
3) Edward Planckaert (Alpecin-Deceuninck) s.t.
4) Filippo Magli (VF Group-Bardiani CSF-Faizanè) s.t.
5) Alexander Edmondson (Picnic PostNL) s.t.
6) Dries De Bondt (Decathlon AG2R La Mondiale) s.t.
7) Daan Hoole (Lidl Trek) s.t.
8) Davide De Pretto (Jayco AlUla) s.t.
9) Nicola Conci (XDS Astana) s.t.
10) Larry Warbasse (Tudor) s.t.

Classifica generale:

  • 1) DEL TORO Isaac (UAE Team Emirates – XRG) 68h56’32”
  • 2) CARAPAZ Richard (EF Education – EasyPost) +41″
  • 3) YATES Simon (Team Visma | Lease a Bike) +51″
  • 4) GEE Derek (Israel – Premier Tech) +1’57”
  • 5) CARUSO Damiano (Bahrain – Victorious) +3’06”
  • 6) BERNAL Egan (INEOS Grenadiers) +4’43”
  • 7) PELLIZZARI Giulio (Red Bull – BORA – hansgrohe) +5’02”
  • 8) RUBIO Einer (Movistar Team) +6’09”
  • 9) YATES Adam UAE (Team Emirates – XRG) +7’45”
  • 10) STORER Michael (Tudor Pro Cycling Team) +7’46”

 

 


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