E’ il giorno della cronometro individuale con percorso pianeggiante da Valladolid a Valladolid di 12 chilometri. Anche oggi sulla Vuelta hanno lasciato il segno i manifestanti proPal. La tappa, la diciottesima, era infatti programmata sulla distanza di 27,2 chilometri ma ormai nella corsa spagnola si viaggia su due binari paralleli: la tenzone ciclistica e le insidie che possono venire dai manifestanti che quotidianamente si battono affinchè la squadra Israel abbandoni la corsa con tutte le conseguenze ad esse relative anche sulla regolarità del risultato ciclistico. Già, perchè cosa fosse successo nella tappa dell’altro ieri vinta da Bernal se gli organizzatori non avessero accorciato la tappa che prevedeva l’arrivo in salita? Un erta dura dove in otto chilometri, questo il tratto tagliato, poteva succedere di tutto o nulla. Chi lo sa? Non lo sapremo mai. Anche la tappa odierna avrebbe avuto un altro senso e spessore se fosse stata percorsa per intero invece che ridotta quasi ad una crono d’apertura di un grande Giro. Chilometraggio e tempi dimezzati e in questo caso a pagarne le spese è proprio Joao Almeida specialista nelle corse contro il tempo, staccato di soli 50″ dalla maglia roja Vingegaard. Con l’altro arrivo in salita nella penultima giornata, se oggi avesse vinto con un margine ampio, cosa possibile in una crono di 27,2 chilometri, avrebbe reso incandescente questo finale della Vuelta. Invece è andata così con gli organizzatori che, giustamente, per preservare anche l’incolumità dei corridori hanno deciso in mattinata di accorciare il percorso. Tornando alla tappa è notorio che, quando il percorso delle cronometro  non presentano particolarità che lo possono rendere duro, i favoriti sono solo loro: Evenepoel, che in questa Vuelta non c’è, e Filippo Ganna che è presente. L’azzurro finora ha disputato una Vuelta dedita solo a dare una mano ai suoi compagni di squadra, oggi è il suo giorno e sarebbe bello se allo splendido successo di ieri di Pellizzari giungesse il suo e il portacolori della Ineos non si smentisce. E’ suo il miglior tempo con gli ultimi quattro chilometri esplosivi quando mancano ancora molti corridori compresi i primi dieci della generale. Arriva Jay Vine e fa tremare il nostro corridore, fa peggio solo di 1″. Arriva Armirail altro specialista ma chiude al terzo posto 10″ il suo ritardo. Almeida e Vingegaard in ritardo su Ganna nei due intermedi. Lo spagnolo arriva si piazza al terzo posto, Vingegaard si piazza nono e perde 10″ dal rivale in classifica, vince dunque Filippo Ganna come da pronostico precedendo dunque un inatteso Jay Vine lo ha fatto tremare. Il campione d’Italia della specialità non ha tradito le attese sfoderando una prestazione davvero super negli ultimi quattro chilometri dove ha fatto la differenza. Domani diciannovesima tappa Rueda-Guijuelo di 161.9 km, con diversi saliscendi ma senza alcuna asperità di rilievo e senza G.P.M. si prevede una volata generale o una fuga di massa

Classifica di tappa:

1) Filippo Ganna in 13’00”

2) Jay Vine +1”

3) Joao Almeida +8”

4) Bruno Armirail +10”

5) Ivo Oliveira +11”

6) Stefan Kung +12”

7) Kelland O’Brien +15”

8) Alec Segaert +16”

9) Jonas Vingegaard +18”

10) Dan Hoole +19”

 

Classifica Generale:

1   – VINGEGAARD Jonas TVL 65:07:13
2 – ALMEIDA João UAD 0:40
3 – PIDCOCK Thomas Q36 2:39
4 – HINDLEY Jai RBH 3:18
5 – PELLIZZARI Giulio RBH 4:19
6  – RICCITELLO Matthew IPT 5:17
7  – GALL Felix DAT 5:20
8 – KUSS Sepp TVL 7:26
9 – TRÆEN Torstein TBV 7:42
10 – JORGENSON Matteo TVL 10:19

 

 


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