Carattere, grinta, personalità, forza, sono le principali caratteristiche di un campione, ebbene Giulio Pellizzari ha confermato nel Tour des Alpes di esserne in possesso. Il ciclismo italiano ha finalmente trovato il suo campione capace di battersi nelle corse a tappe con i fuoriclasse del nostro tempo? E’ un pò presto per poterlo affermare con sicurezza, nel recente passato sono stati molti i corridori di belle speranze che poi alla prova dei fatti non sono riusciti, per un motivo o per un  altro, a fare il salto di qualità restando meteore. Giulio Pellizzari, sembra invece, dare concretezza a queste speranze. Il corridore della Red Bull Bora hansgrohe aveva già dato dei segnali positivi nella scorsa stagione e in questa prima parte ha confermato le aspettative che si ripongono in lui. Il successo nel Tour des Alpes non è solo da catalogare come una perla da inserire nel suo palmares, ma quello che è balzato subito in evidenza è il modo con cui ha vinto. Basta dare uno sguardo all’ultima tappa da Trento a Bolzano di 128 chilometri con le ascese dell’ Alto di Caldaro (4.4 km al 6.6% medio, 2a categoria) e di Montoppio (9.2 km al 6.2% medio, prima categoria), da ripetere due volte per rendersene conto. Pellizzari, è giunto alla vigilia di questa tappa con la maglia di leader della classifica generale con un vantaggio esiguo, 4″ su Arensman ed Egan Bernal, frutto soprattutto del successo in volata nella seconda frazione da Telfs a Val Martello, due clienti molto pericolosi soprattutto il campione colombiano. Occorreva quindi polso, saldezza di nervi e carattere per avere la meglio ed è stato proprio in questo frangente che sono venute fuori le sue doti. Pellizzari sul secondo passaggio della salita di Montoppio a venti chilometri dal traguardo, a -3 dallo scollinamento si è prodotto in uno scatto imperioso che non ha lasciato scampo ai suoi diretti avversari. L’olandese ha cercato di restargli a ruota ma ha ben presto desistito, ci ha provato Bernal a inseguirlo restando però staccato di una decina di secondi. Una prova di forza notevole tipica dei campioni e quando il corridore della Red Bull è passato sul G.P.M. si è trovato con 15″ di vantaggio su un temibile terzetto formato da Arensman, Bernal e l’australiano Storer che nel frattempo si era riportato sulla coppia inseguitrice. Il capolavoro Pellizzari lo ha completato nella discesa aumentando il suo vantaggio fino ai 30″ finali con cui ha tagliato il traguardo. La volata per la piazza d’onore ha visto Bernal precedere Storer e Arensman. E’ la terza vittoria per il marchigiano, la prima in una corsa a tappe con la concreta speranza che possano venire tante altre. Quest’edizione del Tour des Alpes ha anche messo in risalto il ritorno nel ruolo di protagonista di Egan Bernal. Quando sopra parlavamo delle doti di un campione un esempio luminoso viene proprio dal corridore colombiano. Dopo il terribile incidente di tre anni fa che lo portò a lottare tra la vita e la morte Egan Bernal ha voluto con tutte le sue forze e con grande tenacia tornare ad essere competitivo. Piano piano, mordendo la polvere subendo anche l’umiliazione di staccarsi e arrivare al traguardo con distacchi pesanti, sta tornando a vedere la luce del sole anche sul piano sportivo. In questa breve corse a tappe ha, forse, completato il suo cammino sfoderando ottime prestazioni lottando per il successo finale fino all’ultimo. C’è voluto un grande Giulio Pellizzari per batterlo, ma è riuscito a tenergli testa chiudendo la classifica generale al secondo posto, miglior piazzamento di questi ultimi anni post incidente. Grande attesa anche per l’esordio di Lorenzo Finn in una corsa di rilievo. Il corridore genovese però non è stato fortunato. Coinvolto in una maxi caduta nei primi chilometri della terza frazione si è procurato la rottura del polso e ha dovuto ritirarsi. Sarà per la prossima volta.  Da sottolineare infine il bel successo di Tommaso Danti in volata nella prima frazione premiato con la maglia di leader nella generale, quello di Thomas Pidcock, nella seconda frazione e del giovane venticinquenne Lennart Jasch nella quarta tappa. Singolare la storia di questo corridore, pensate che fino a due anni fa era un ottimo pattinatore nella specialità della velocità tanto da venire selezionato nella sua Nazionale e il ciclismo gli serviva solo per allenarsi. Ha cambiato “priorità” sportiva e nella frazione da Arco a Trento è andato in fuga fin dai primi chilometri sbarazzandosi strada facendo dei suoi compagni di avventura per poi tagliare il traguardo in perfetta solitudine con un vantaggio di 10″ su Mattia Sobrero e Federico Iacomoni usciti dal gruppo nel disperato tentativo di agguantarlo. Niente male per un corridore al suo primo severo impegno!

Classifica Generale:

1) Pellizzari Giulio – Red Bull  BORA  hansgrohe 19:01:52
2) Bernal Egan  – INEOS Grenadiers 0:40
3) Arensman Thymen –  INEOS Grenadiers 0:50
4) Storer Michael –  Tudor Pro Cycling Team 1:09
5) Rondel Mathys -Tudor Pro Cycling Team 1:45
6) Omrzel Jakob Bahrain – Barhain Victorious 1:55
7) Harper Chris  – Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team ,,
8) O’Connor Ben – Team Jayco AlUla 1:59
9) Vlasov Aleksandr – Red Bull BORA hansgrohe 2:51
10) Aleotti Giovanni -Red Bull BORA hansgrohe 3:11


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *