Alla Vuelta si ricomincia dopo il primo giorno di riposo che ha chiuso una prima settimana di corsa dove è successo di tutto. Tadej Pogacar ha subito impreswso il suo sigillo imponendosi nella prima tappa a cronometro individuale facendo chiaramente capire e a tutti di voler conquistare per la sua prima volta nella carriera la corsa spagnola l’unica che manca ancora tra le grandi corse a tappe. Un inizio veemente che ha trovato conferma nella quarta tappa con partenza e arrivo ad Andorra la Vella con quattro G.P.M. da scalare. Ebbene a cinquanta chilometri dall’arrivo ha piantato in asso e se n’andato alla sua maniera arrivando al traguardo con 2’39” su Widar e Felix Gall, una cavalcata poderosa che gli ha consentito di rafforzare il suo primato in classifica con un vantaggio di 3’21” su Primoz Roglic e 3’32” su Eric Mass che si è poi dilatato nelle tappe successive fino a raggiungere i 3’50” sullo spagnolo della Movistar e 4’50” sullo sloveno della red Bull Bora hansgrohe al termine della settima tappa da Vall d’Alba a Aramon Valdelinares. Vuelta già finita dunque con gli avversari del campione del mondo a lottare per le altre posizioni della generale? Niente affatto. perchè nel ciclismo fino all’ultimo chilometro di una tappa o di una classifica non si può mai dire che i giochi sono fatti. E’ bastata la tappa successiva per scatenare sulla corsa spagnola un vero e proprio tsunami. Un ottava frazione da Pucol a Xeraco senza grandi difficoltà che nulla lasciava prevedere una rivoluzione in classifica. E’ accaduto che a trentatrè chilometri dal traguardo quando il gruppo filava in scioltezza una caduta, causata non si sa bene se da un sasso o da una borraccia, ha visto coinvolto la maglia roja che è caduto violentemente a terra. Soccorso prontamente è stato costretto ad abbandonare la corsa per una frattura alla clavicola. Addio non solo alla Vuelta ma è andato via  anche il sogno di tenere la maglia iridata e di vincere il Lombardia a meno di un clamoroso recupero. Al termine Eric Mass con un senso di grande sportività si è rifiutato di vestire la maglia di leader della classifica, primato che però ha legittimato nella nona tappa che lo ha visto vincere a braccia alzate davanti a Onley. Un successo che gli ha consentito di guadagnare una manciata di secondi su Roglic, secondo in classifica a 1’18” e su Felix Gall terzo a 1’39”. Distacchi minimi dunque e corsa non solo completamente riaperta ma con un ampia rosa di possibili candidati al successo finale. Tolto il “fenomeno” gli altri sul piano tecnico hanno più o meno le stesse caratteristiche. Al comando c’è Mas, ma Roglic, Gall, Carapaz, Onley, Skjelmose e Sepp Kuss hanno le carte in mano per poter ambire sogni di gloria, tra l’altro lo sloveno è a caccia del quinto successo in questa corsa mentre l’americano lo ha già vinto una volta. Se vogliamo mettere sul piatto della bilancia anche l’esperienza Roglic e Kuss possono essere considerati quelli che hanno più chances anche se sul capitano della Red Bull pesano gli anni.


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