Giornata di riposo al Tour preludio alla seconda settimana di corsa con le dure salite che attendono la carovana. Un aperitivo si è avuta ieri con la tappa che da Ennezat ha portato i corridori in cima al  Mont-Dore Puy de Sancy, attraverso otto GPM, di cui sette di seconda categoria e uno di terza, corsa dura che lo è diventata ancora di più con una fuga di 28 uomini assottigliatisi man mano che la strada s’impennava. In vetta al GMP della Côte de Charade i fuggitivi si sono ridotti in diciotto unità con un vantaggio di 3’36 sul gruppo. Ci si attendeva la reazione degli inseguitori ma il distacco aumentava fino a toccare i 5’31” a 40 chilometri dalla conclusione e tra gli attaccanti spiccavano Simon Yates, vincitore dell’ultimo Giro d’Italia e soprattutto l’irlandese Ben Healy, partito con un ritardo dalla maglia gialla di 3’50” e che a quel punto diventava nuovo leader della classifica scavalcando Pogacar, e quì i primi interrogativi le cui risposte potranno arrivare solo a partire da domani in poi. Il campione del mondo sta correndo in un modo un pò anomalo secondo il suo stile, sembra quasi che non gli interessa difendere ad oltranza la maglia gialla in questa prima parte della corsa, perchè? Vuole dosare le sue forze in vista delle grandi salite che l’attendono, oppure si rende conto che costringere i suoi compagni a sprecare energie in questa fase li può ridurre a trovarsi in debito d’ossigeno quando ne avrà più bisogno? In quest’ottica va anche messo in risalto l’abbandono di Joao Almeida, un elemento che sarebbe stato prezioso quando la squadra dovrà forzare l’andatura per lanciare il suo capitano. Allo sloveno restano Soler, Adam Yates e soprattutto Narvaez, ma la Visma ha dimostrato, anche nella tappa di ieri, di poter puntare su corridori in buona forma tant’è che negli ultimi otto chilometri erano in tre, Jorgenson e Kuss intorno a Vingegaard senza tener conto che Simon Yates era in fuga. In questo quadro l’irlandese  a tre chilometri dall’arrivo vedeva sempre più vicino il sogno di indossare la maglia gialla, decisamente meritato. Un corridore generoso, che non si risparmia, attacca sempre raccogliendo anche poco rispetto alle energie profuse. Avrebbe potuto vincere anche la tappa ma quando Simon Yates ha attaccato a due chilometri dalla vetta non ce l’ha fatta a stargli a ruota, ha stretto i denti resistendo al tentativo di rimonta del gruppo inseguitore andando a realizzare il sogno della sua carriera. E dietro? Pogacar ha tentato un allungo ma Vingegaard gli ha prontamente risposto, il campione del mondo non ha rilanciato e i due hanno tagliato insieme la linea del traguardo. Un assaggio di quello che ci attenderà nei prossimi giorni, non tanto in quella di domani da Tolosa a Tolosa di 156 chilometri con brevi strappi e nel finale la Cote de Pech David, terza categoria di 800 metri al 12,4% quanto in quella di giovedì con l’arrivo ad Hautacam, un appuntamento segnato in rosso nel calendario dei corridori. Si ripartirà dunque da Tolosa con questa nuova classifica generale:

1. Ben Healy (EF Education-EasyPost) 37h 41′ 49”

2. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates-XRG), +29”

3. Remco Evenepoel (Soudal Quick-Step), +1’29”

4. Jonas Vingegaard (Visma-Lease a Bike), +1’46”

5. Matteo Jorgenson (Visma-Lease a Bike), +2’06”

6. Kévin Vauquelin (Arkea-B&B hotels), + 00h 02′ 26”

7. Oscar Onley (Team Picnic Postnl), + 00h 03′ 24”

8. Florian Lipowitz (Red Bull-Bora hansgrohe), + 00h 03′ 34”

9. Primoz Roglic (Red Bull-Bora hansgrohe), + 00h 03′ 41”

10. Tobias Johannessen (Uno-X Mobility) + 00h 05′ 03”

 


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