Paul Seixas, vent’anni è il più giovane vincitore nella storia del Lombardia superando Gerbi vittorioso nel lontano 1905 alla prima edizione, ma soprattutto è lui quello che ha interrotto il dominio assoluto di Tadej Pogacar vittorioso nelle ultime cinque consecutive edizioni, assente quest’ anno a causa della caduta alla Vuelta. Alla vigilia si cercava il nome di chi avesse preso il testimone dello sloveno e se il destino ha voluto dare un segno questo Lombardia può anche aver designato il nome del suo erede in senso assoluto. E’ esploso in questa stagione vincendo la Freccia Vallone, arrivando secondo dietro a Pogacar nella Liegi Bastogne Liegi, ma ciò che ha più impressionato è stata la sicurezza, la personalità, il carattere con cui ha corso e ha vinto. Sembra quasi una fotocopia del capitano della UAE per il modo come imposta la sua gara e anche oggi lo ha dimostrato, è rimasto acquattato nell’ombra del gruppo fino alla temuta e tosta salita del Civiglio. La sua non è stata un azione eclatante ha semplicemente risalito i suoi avversari accelerando l’andatura quando è andato in testa senza neanche alzarsi sui pedali e ha fatto subito il vuoto. Alle sue spalle un ancora bravissimo Giulio Ciccone ha cercato di inseguirlo prima con Pidcock e poi con Mas, è stato poi lo spagnolo a staccare l’abruzzese tentando di raggiungere il fuggitivo. Un ipotesi, un idea, solo quella perchè Seixas in discesa ha aumentato il suo vantaggio arrivando al traguardo con un vantaggio di 48″, un più che meritato terzo posto per Giulio Ciccone. E gli altri big, grandi favoriti della vigilia? Spariti. Evenepoel si è staccato irrimediabilmente sul Civiglio così come anche Del Toro, sulle cui condizioni avevamo avuto qualche perplessità al termine del Gran Piemonte. Un nuovo fenomeno? Un nuovo alieno? Lo vedremo nella prossima stagione, intanto a soli vent’anni ha già messo nel suo carniere due grandi classiche e una di queste è una monumento.

La cronaca

E’ l’ultima classica della stagione, l’ultima monumento, la classica delle foglie morte, è la 120 edizione del  Lombardia, con partenza da Bergamo e arrivo a Como lungo 239 chilometri  con le salite di Selvino, Colle di Berbenno e Valpiana da affrontare.  La corsa entra nel vivo con la scalata alla Madonna del Ghisallo: 8,6 km al 6,2% di pendenza media, con i primi 4 km al 9,3%. Dopo la discesa in rapida successione il San Fermo della Battaglia (2,7 km al 7,2%), il durissimo Civiglio (4,2 km al 9,7%) e un secondo passaggio sul San Fermo a 5,2 dal traguardo.  Alla vigilia domanda d’obbligo, chi prenderà il posto di Tadej Pogacar? Lo sloveno ha dominato le ultime consecutive cinque edizioni e in sua assenza la lotta è apertissima. Vanno subito via a 210 chilometri dall’arrivo: Michael Leonard (EF Education EasyPost), Ben O’Connor (Team Jayco AlUla), Andrea Mifsud (Team Polti VisitMalta) e Johannes Kulset (Uno-X Mobility) 15″ di vantaggio ma vengono ripresi. Escono dal gruppo Antonio Tiberi (Bahrain Victorious), Sylvain Moniquet (Cofidis), Michael Leonard (EF Education EasyPost), Maxime Decomble (Groupama FDJ United), Fausto Masnada (MBH Bank CSB Telecom Fort), George Bennett e Pau Marti (NSN Cycling Team), Ben O’Connor (Team Jayco AlUla), Gijs Leemreize (Team Picnic PostNL), Andrea Mifsud (Team Polti VisitMalta) e Johannes Kulset (Uno-X Mobility) a cui si aggiungono Louis Vervaeke (Soudal QuickStep), Victor Campenaerts (Team Visma | Lease a bike) e Julien Bernard (Lidl Trek), massimo vantaggio 3′ a -120 da Como.  Dalla salita di Giovenzana in poi il distacco del gruppo comincia a scendere, 2’10 allo scollinamento. A Bellagio i fuggitivi risalgono a 2’35”, comincia la Salita del Ghisallo in vetta al quale vicino al Santuario si trova il Museo del Ciclismo un posto davvero unico. La corsa entra nel vivo. Perde subito contatto Tiberi mentre davanti allungo di O’ Connor seguito da Leonard, 16″ il vantaggio sugli ex compagni di fuga. In testa al gruppo la UAE a tirare seguita dalla Vsima Lase a Bike e il ritardo scende a 1’50”. Cambio della guardia nel gruppo, c’è Rodriguez della EF con Pellizzari a ruota a tirare forsennatamente e restano in trenta, ma soprattutto perdono contatto preziosi gregari di Del Toro, in pratica è rimasto solo il campione del mondo Mc Nulty a dargli una mano. Pressochè intatta la Visma.   La coppia di testa viene ripresa e sono in sette al comando della corsa: Moniquet, Leonard, Bernard, Masnada, Vervaeke, Bennett ed O’Connor. In vista della vetta perde contatto Masnada. Attacco della Visma, è Jorgenson che scatta furosamente gli restano dietro Scaroni, Mc Nulty e Simmons restano dietro invece Del Toro ed Evenepoel. Allo scollinamento i fuggitivi hanno  13″ sul quartetto, 46″ il vantaggio sul gruppo. Il quartetto riprende anche Masnada, a -48 il vantaggio dei fuggitivi è di 48″ sul quartetto e 1’01” sul gruppo. Dietro il forcing di Pellizzari ha avuto successo e vengono ripresi. Restano quindi al comando i sei in fuga già da molti chilometri, 42″ sul gruppo, su cui rientrano altri corridori e Del Toro ritrova Adam Yates, un altro prezioso aiuto. Foratura per Simmons ma l’ammiraglia non arriva e perde tempo prezioso, un brutto colpo per Ciccone. Ai piedi del primo passaggio sul San Fermo della Battaglia 1’28” il vantaggio dei fuggitivi. Moniquet, Leonard, Bernard, Bennett, Vervaeke e O’Connor sul gruppo Pellizzari di nuovo in testa a tirare a tutta e lo svantaggio scende a 1’03” che diventano  43″ in vetta.  Si va all’attacco del temuto Civiglio 4,2 km al 9,7% di pendenza media con punta del 14% ed è Adam Yates a guidare il gruppo in vista forse di un probabile attacco di Del Toro. In testa allungo di Moniquet e Leonard 12″ sugli ex compagni di fuga 21″ sul gruppo, ma è quì, dov’era previsto l’entrata in scena di un big, che la corsa esplode. Non è il campione messicano a far saltare il banco, bensì Paul Seixas che va via in progressione con Mc Nulty alla sua ruota. I fuggitivi vengono ripresi in un battibaleno mentre Evenepoel perde contatto. Il forcing del francese fa male gli restano dietro Pidcock e Ciccone e quando mancano 18 chilometri a Como, nuovo allungo e dietro resta il vuoto, 13″ su Ciccone e Pidock e 44″ su un gruppetto con Mc Nulty.  Il britannico cede mentre l’abruzzese viene ripreso da Mas. Allo scollinamento 31″ di vantaggio sulla coppia, mentre a  46″ si trovano Zana e Pidcock, 1’11” su  Evenepoel e Scaroni. Sulle prime rampe del secondo passaggio sul San Fermo, Seixas ha 34″ su Mas e Ciccone mentre alle loro spalle si è formato un gruppetto formato da  Evenepoel, Pidcock, Zana, Scaroni, McNulty, De Bruyne, Bilbao, Healy, Widar, Onley e Rondel  che insegue a 59″.  Ben Healy cerca, come al suo solito, di andare da solo a caccia di Ciccone e Mas.  Scatto di Mas a -6 dall’arrivo che si mette da solo ad inseguire il francese della Decathlon, 43″ il suo svantaggio. In cima al San Fermo Seixas porta a 52″ il vantaggio su Mas, 1’03” su Ciccone ed alla fine è un trionfo per quello che viene considerato l’erede di Pogacar, secondo Mas a 48″ terzo Ciccone a 1’05”.

Ordine di Arrivo:

1) Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) 5:49:28
2) Enric Mas (Movistar Team) 48″
3) Giulio Ciccone (Lidl-Trek) 1’05”
4) Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) 1’20”
5) Brandon McNulty (UAE Team Emirates-XRG) s.t.
6) Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) s.t.
7) Pello Bilbao (Bahrain Victorious) s.t.
8) Christian Scaroni (XDS Astana Team) s.t.
9) Filippo Zana (Soudal Quick-Step) s.t.
10) Mathys Rondel (Tudor Pro Cycling Team) s.t.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *