Non si sono ancora spenti gli echi della tappa di ieri con l’arrivo sullo Haucatam che ha stravolto la classifica generale con il trionfo e la conseguente conquista della maglia gialla di Tadej Pogacar ed ecco profilarsi un altro duro scoglio da affrontare, la cronoscalata di Peyragudes. Otto chilometri molto impegnativi con  la prima parte che si mantiene costantemente intorno all’8% di pendenza media mentre negli ultimi 3 km si sale prevalentemente con pendenze a doppia cifra, i 900 metri conclusivi saranno i più duri con qualche picco al 16%. Se quando si parla di cronometro il favorito numero uno è Remco Evenepoel, non a caso campione del mondo della specialità, c’è però da considerare che la conformazione di questa tredicesima tappa non si presenta particolarmente favorevole al belga. Occhi puntati dunque sulla maglia gialla e su Vingegaard, sicuramente più a loro agio su questo tipo di percorso e perchè no anche Jorgenson, Kuss.  Il miglior tempo lo ha realizzato Lucas Platt della Jayco Alula con 24’58”, alle sue spalle Lenny Martinez a 23″ di ritardo, terzo Julian Alaphilippe, ma si attendono i primi dieci della classifica generale che prenderanno il via in ordine decrescente. L’ottima performance dell’australiano infatti resiste fino all’arrivo Primoz Roglic che fa segnare il tempo di 24’20”, è il ruggito del vecchio leone che vuole ancora recitare un ruolo da protagonista. L’arrivo di Lipowitz, che aveva già fatto registrare un ottimo tempo al secondo intermedio, giunto con un ritardo di 35″ ha fatto ben sperare allo sloveno, ma i fuochi d’artificio stanno per arrivare, già perchè all’arrivo mancano Vingegaard e Pogacar. Il danese arriva a tutta birra raggiungendo e scavalcando Remco Evenepoel partito prima di lui. Per il belga un altra giornata di sofferenza ma l’avevamo detto che il percorso non era fatto per i suoi mezzi. Vingegaard spazza tutti con il tempo di 23’36” sembra fatta ma deve ancora arrivare lui, Tadej Pogacar. Dalle prime pedalate è sempre stato in vantaggio su tutti, al secondo intermedio ha un vantaggio di 23″ sul rivale danese e all’arrivo fa segnare uno strepitoso 23’00”, vale a dire 36″ su Jonas Vingegaard piazzando sul tavolo del Tour un poker di successi consolidando il primato in classifica. La grande boucle è sempre più nelle mani del campione del mondo con distacchi in classifica generale che sono già diventati pesanti, ma dire che la corsa è già finita si commette un grosso errore per il semplice motivo che mancano ancora tante tappe molto dure e nel ciclismo tutto può accadere in qualsiasi momento. Domani ancora montagne dure e ancora Pirenei, i corridori partiranno da Pau per arrivare a Luchon-Superbagneres, quota 1.804, lungo 182,6 chilometri. Dovranno affrontare scalare i mitici Tourmalet 19 km al 7,4% di pendenza, il Col d’Aspin (2^ categoria da 5 km al 7,6%) e il Col de Peyresourde (7,1 km al 7,8%), per trovarsi poi nel finale una Hors Categorie da 12,4 km di lunghezza e 7,3% di pendenza media.

Classifica di tappa:

1) Tadej Pogacar in 23’00

2) Jonas Vingegaard +36”

3) Primoz Roglic +1’20”

4) Florian Lipowitz +1’56”

5) Luke Plapp +1’58”

6) Matteo Jorgenson +2’03”

7) Oscar Onley +2’06”

8) Adam Yates +2’15”

9) Lenny Martinez +2’21”

10) Felix Gall +2’22”

Classifica generale:

 

 


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