L’incresciosa quanto terribile situazione che sta falcidiando la Palestina si sta spostando anche nelle manifestazioni sportive dove in gara c’è Israele. Se ne sono avute le prime avvisaglie nella decima tappa quando un gruppo di manifestanti pro Pal ha protestato contro i corridori dell’Israel Premier Tech, ne ha fatto le spese il nostro Petillo finito a terra con alcune contusioni alle costole. E’ stata la prima avvisaglia perchè le manifestazioni si sono verificate anche oggi con incidenti sul traguardo di Bilbao tanto che la direzione ha pensato di fermare la corsa a tre chilometri dall’arrivo senza assegnare il vincitore di tappa. Una decisione presa però a soli sedici chilometri dalla conclusione quando c’era ancora una salita da affrontare. Ora non vogliamo entrare nel merito, peraltro anche giusta per l’incolumità dei corridori, ma l’intervento della direzione poteva anche avvenire molto tempo prima visto che le intemperanze non si erano scatenate all’improvviso. Tra l’altro il ripetersi di questi episodi gettano un ombra sinistra sul proseguimento della Vuelta e a questo punto non si può dare nulla di scontato. peccato perchè questa undicesima tappa da Bilbao a Bilbao con ben sei salite da affrontare: l’Alto de Laukiz (3a categoria), l’Alto de Sollube (3a categoria di 4,3 km al 5.4%), il Balcon de Bizkaia (3a categoria di 4.4 km al 5.3%), l’Alto de Morga (3a categoria di 8,2 km al 3.5%), l’Alto del Vivero (2a categoria di 4,2km all’8.3%), da affrontare due volte, e infine l’Alto de Pike (3a categoria di 2,3 km all’8.9%)  a dieci chilometri dal traguardo prometteva grandi battaglie ed infatti  attacchi e contrattacchi si sono verificati fin dalle prime battute. La prima fuga consistente si concretizza a 125 chilometri dall’arrivo quando Mads Pedersen, molto attivo fin dalle prime battute evidentemente a caccia di punti per la classifica della maglia verde dove primeggia, Marc Soler e Orluis Aular della Movistar che arrivano ad avere un vantaggio di 1’27” sul gruppo. Sulle prime rampe del quarto G.P.M. della giornata, l’Alto de Morga scatta Marc Soler che resta solo al comando della corsa, i suoi due ex compagni di fuga si rialzano e il gruppo li riassorbe. Lo spagnolo della UAE transita in vetta con un vantaggio di 50″ su Nicolau, Vervaeke,  Campanaerts e Buitrago  che in vista della vetta allungano sul gruppo maglia rossa guidato dalla Visma e dalla Bahrain, mettendosi a caccia del leader della corsa. Ai piedi del primo passaggio sull’Alto del Vivero sia Soler che il quartetto inseguitore vengono raggiunti dal gruppo. Scatto di Mikel Landa a 3 chilometri dalla vetta dove passa per primo con una manciata di secondi su Buitrago che lo raggiunge in discesa. la coppia viaggia spedita con un vantaggio di 41″ su un gruppetto formato da Victor Campenaerts (Visma-Lease a Bike), Eddie Dunbar (Jayco AlUla), Louis Rouland (Arkéa-B&B Hotels), Kamiel Bonneu (Intermarché-Wanty), Guillermo Martinez (Picnic PostNL) e Mads Pedersen (Lidl-Trek) il cui tentativo termina  poco dopo il primo passaggio sukl traguardo di Bilbao. Landa improvvisamente si blocca a 32 chilometri dal traguardo, sembra molto sofferente e si lascia riprendere dal gruppo che resta ad inseguire Buitrago in fuga solitaria. In vista della vetta del secondo passaggio sull’Alto del Vivero lo spagnolo viene raggiunto dal gruppo dove Almeida ha cercato per due volte di allungare. Gli strappi del corridore della UAE porta il plotone a sfaldarsi e in testa restano i migliori della classifica generale. Ultimi venti chilometri con l’ultima salita, l’Alto de Pike, da affrontare. Intanto la direzione di corsa prende la decisione di rilevare il tempo a 3 chilometri dal traguardo, non ci sarà quindi  un vincitore di tappa ma si assegneranno i punti per la classifica della montagna e per lo sprint intermedio, ma non al traguardo. Tornando alla corsa a otto chilometri dalla vetta parte Pidcock, vingegaard resta sorpreso ma riesce a raggiungere la sua ruota nuovo scatto dell’inglese, che passa per primo in vetta guadagnando i secondi di abbuono, e il danese si stacca nuovamente ma riesce nuovamente ad agguantare il rivale in classifica. Finisce quì una tappa senza vincitore che avrebbe potuto regalare emozioni nel finale.

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