La giornata dei colpi di scena. Sulla dura salita del Plateau de Solaison Brison vince a sorpresa Remco evenepoel in volata davanti a Pogacar e già questa può già essere una notizia tenuto conto che il belga sulle grandi salite non riesce a tenere la ruota della Maglia Gialla. Possiamo dire che sicuramente è stato bravissimo nel restare a rupta del cmpione del mondo e di Del toro ma c’è ance da sottlinerae che Pogacar non ha dato vita ai suoi scatti fulminanti ma è salito in progressione quasi in scioltezza preoccupandosi più del suo conpagno di squadra (voleva fargli vincere la tappa? n.d.r.) che di andare a conquistare un alro successo. E’ molto probabile però che questo atteggiamento sia figlio di quanto accaduto a venti chilometri dal traguardo quando nell’affrontare in curva uno spartitraffico Vingegaard, in testa al gruppo a tirare, scivolava violentemente coinvolgendo Kuss, Del Toro, Hindley e Grobschartner. La peggio però toccava proprio a lui che si rialzava dolorante alla spalla sorretto dai sanitari che lo aiutavano a salire sulla macchina medica di corsa. Finiva quì il Tour di Jonas Vingegaard a caccia della doppietta Giro-Tour, e tutta la corsa non solo perde un fuoriclasse, un protagonista ma anche lo spettacolare duello tra i due fuoriclasse. Non crediamo di sbagliare nel pensare che la caduta e il ritiro di Vingegaard abbia un pò scosso Pogacar in quel momento preoccupato ancor di più di tastare le condizioni del suo fido scudiero Isaac Del Toro. Il campione messicano nel finale della frazione ha dimostrato di aver assorbito bene il colpo tanto da essere sollecitato più volte dal suo capitano a puntare al successo di tappa ed è in questa chiave che si può spiegare l’atteggiamento di Tadej Pogacar rimasto a controllare Evenepoel piuttosto che affondare il colpo. Cambia dunque la classifica, cambiano le strategie e cambiano anche gli avversari da tenere a bada per il campione del mondo e tutto ciò alla vigilia dell’ultima e decisiva settimana del Tour. Domani è giorno di riposo e martedì c’è la cronometro dove Remco Evenepoel è imbattibile e ha la ghiotta opportunità di accorciare le distanze in classifica dalla Maglia Gialla.

La cronaca

Quindicesima tappa di 161.3 km, con partenza da Champagnole e arrivo a Plateau de Solaison. Lasciati alle spalle Pirenei, Massiccio Centrale e Vosgi tocca ora alle Alpi con questa frazione per poi approdare al gran finale sull’Alpe d’Huez nella prossima e conclusiva settimana. Superato lo sprint intermedio di Saint-Laurent-En-Grandvaux i corridori devono affrontare quattro G.P.M.:  la Côte des Rousses (6.6 km al 5.1% medio, terza categoria), il Col de la Croisette (4.7 km all’11.2% medio, prima categoria), la Côte du Mont (2.1 km all’8.3% medio), e arrivo in vetta sul Plateau de Solaison Brison (11.3 km al 9% medio, Hors Catégorie), già protagonista nel recente Giro del Delfinato, attualmente denominato Tour Auvergne-Rhône-Alpes, che ha visto il successo di Isaac Del Toro. Philipsen vince lo sprint intermedio davanti a Pedersen e Kanter. Sulla Côte des Rousses Valentin Paret Peintre, che lotta con Pogacar per la maglia a pois, conquista i punti preziosi per la classifica degli scalatori. Arensman e Azparren tentano di andare in fuga a 140 chilometri dall’arrivo, vengono però raggiunti da altri otto corridori: Michael Mattwes e Mauro Schmid (Team Jayco AlUla), Tim Van Dijke (Red Bull – BORA-hansgroe), Anders Skaarseth ed Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), Raul Garcia Pierna e Nelson Oliveira (Movistar Team), Ion Izagirre (Cofidis), guadagnano un vantaggio massimo di 20″ ma nel gruppo il ritmo imposto dalla EF non concede loro molto spazio e vengono assorbiti. Prende però corpo a -90 la ormai canonica maxi fuga così com’è avvenuto in queste due ultime frazioni, con dentro il solito Tom Pidcock, nono in classifica generale con un ritardo di quasi otto minuti. La presenza del britannico sollecita la reazione del gruppo tant’è che in testa va la Visma a tirare e lo svantaggio scende a 2’45”. Una curiosità. Nella notte controllo a sorpresa antidoping a Vingegaard svegliato alle due mentre Pogacar alle cinque. Sulle prime rampe del Col de la Croisette forza i tempi Pidcock in testa ai fuggitivi e sono in molti che si staccano, tra questi Egan Bernal, Vauquelin, Mads Pedersen, Marco Frigo. Attacco di Simmons a due chilometri dalla vetta prende 9″ su Pidocock, Voisard, Rubio e Adam Yates. Il campione americano scollina con 4″ di vantaggio sugli immediati inseguitori, 3’03” sul gruppo Maglia Gialla sempre tirato dalla Visma. Simmons nella discesa viene ripreso e restano in cinque al comando della corsa. Sulla breve salita del Côte du Mont prima Costiou e successivamente Mauro Schmid e Voisard raggiungono i battistrada ed è il britannico della Pinarello che passa per primo sul G.P.M. a 2’43” il gruppo Maglia Gialla. In discesa allungo di Schmid a 34 chilometri dall’arrivo, 10″ sugli ex compagni di fuga, il vantaggio dello svizzero aumenta a 23″. Colpo di scena nel gruppo, nell’affrontare uno spartitraffico cade Jonas Vingegaard. Pogacar riesce a schivare ma vengono coinvolti Kuss, Del Toro, Hindley e Grobschartner, ma la sorte peggiore tocca al fuoriclasse danese che resta a terra e dolorante alla clavicola ed è costretto al ritiro. A questo punto cambiano tutte le tattiche non solo della frazione ma di tutto il Tour. Ai piedi del Plateau de Solaison Brison Schmid lo affronta con 28″ di vantaggio sugli ex compagni di squadra inseguitore mentre il gruppo Maglia Gialla tirato dalla Red Bull Bora Hansgrohe ha un ritardo di 2’38”. Alle spalle del corridore della Jayco si muove Simmons che attacca, raggiunge lo svizzero e lo stacca portandosi da solo al comando della corsa. Schmid viene raggiunto e mollato anche da Adam Yates, Voisard e Pidocock , mentre il gruppo Maglia Gialla viaggia a 1’24” a -7 dalla vetta con Pogacar a tirare in testa. Una progressione micidiale tant’è che perdono contatto Seixas, Lipowitz e Ayuso, alle sue ruote restano Del Toro ed Evenepoel e lo svantaggio cala inesorabilmente a 37″.  Pogacar, che ha ripreso e staccato  il gruppetto di Pidcock, ritrova anche Adam Yates, che probabilmente viene rallentato dall’ammiraglia, mette nel mirino Simmons che viene raggiunto e superato. In testa resta un terzetto formato da Pogacar, Evenepoel e Del Toro, Adam Yates dopo aver tirato per un bel tratto si rialza. Alle loro spalle, a -2 dalla vetta, seguono Seixas e Lipowitz  staccati di 32″ mentre Ayuso è a 1’06”. Scatto di Del Toro a novecento metri ma Evenepoel e Pogacar rispondono subito, di nuovo parte il campione messicano ma il belga lo riprende e va a vincere in volata su Pogacar, terzo Del Toro.

Ordine di Arrivo:

1) Evenepoel Remco (Red Bull  BORA Hansgrohe) 4:23:09
2) Pogacar Tadej (UAE Team Emirates  XRG) s.t.
3) Del Toro Isaac (UAE Team Emirates XRG) 6″
4) Seixas Paul (Decathlon CMA CGM Team) 58″
5) Lipowitz Florian (Red Bull BORA  Hansgrohe) s.t.
6) Martinez Lenny (Bahrain  Victorious) 1’57”
7) Skjelmose Mattias (Lidl  Trek) s.t.
8) Ayuso Juan (Lidl  Trek) 2’00”
9) Yates Adam (UAE Team Emirates  XRG) s.t.
10) Simmons Quinn (Lidl  Trek) 2’16”

Classifica Generale:

1) Pogačar Tadej (UAE Team Emirates  XRG) 55:41:31
2) Evenepoel Remco (Red Bull  BORA Hansgrohe) 5’00”
3) Del Toro Isaac (UAE Team Emirates  XRG) 5’58”
4) Seixas Paul (Decathlon CMA CGM Team) 6’23”
5) Lipowitz Florian (Red Bull BORA Hansgrohe) 6’48”
6) Ayuso Juan (Lidl  Trek) 7’25”
7) Skjelmose Mattias (Lidl Trek) 9’38”
8) Martinez Lenny (Bahrain Victorious) 10’28”
9) Pidcock Tom (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) 10’56”
10) Jegat Jordan (TotalEnergies) 19’26”

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *