Vendetta, tremenda vendetta, si potrebbe dire prendendo in prestito la celebre romanza del Rigoletto. Siamo certi che Remco Evenepoel non ha mai digerito la sconfitta subìta lo scorso anno in volata da Skjelmose nell’Amstel Gold Race e ha voluto con tutte le sue forze prendersi la rivincita nell’edizione di quest’anno e nel finale ha reso pan per focaccia battendo in una volata di forza proprio il danese. Eloquente l’immagine della sua felicità ma anche di impeto appena tagliato il traguardo a sottolineare il gran desiderio di rivalsa. Il belga ha iniziato a muoversi sul Kruisberg rispondendo ad un attacco di Gregoire trascinandosi dietro anche Skjelmose, i tre raggiungono Artz fomando un gruppetto in testa alla corsa. Nella discesa però il corridore della Lotto Intermarchè scivola coinvolgendo anche Jorghensen e Hirschi, restano quindi al comando solo i tre gran favoriti. Al secondo passaggio sul Cauberg, Evenepoel allunga, Gregoire si stacca e restano solo lui e Skjelmose. Tra loro s’instaura un’andatura con frequenti cambi, senza scatti e controscatti evidente l’intenzione di tentare tutto sull’ultimo passaggio sul Cauberg a tre chilometri dall’arrivo, ma anche lì, se si eccettua un timido tentativo del corridore della Red Bull, non succede nulla. E’ chiaro che i due decidono di giocarsela in volata proprio come lo scorso anno. Quasi sourplace fino ai trecento metri poi poderoso scatto di Remco Evenepoel e Skjelmose stavolta non può far nulla, vendetta compiuta. Al di là dello spettacolo offerto da questi due campioni va sottolineato la splendida prestazione di Marco Frigo. Il corridore veneto della NSN è andato in fuga nelle prime fasi della corsa insieme a nove corridori, poi a sessantadue chilometri dall’arrivo è rimasto prima al comando della corsa con Aertz e successivamente si è sbarazzato anche del suo compagno di fuga restando da solo. Ha cercato di resistere al ritmo indiavolato del trio di campioni, ha ceduto ma non è crollato restando nel gruppetto inseguitore tentando anche di salire sul podio quando a cinquecento metri dal traguardo ha tentato di sorprendere i compagni di fuga, ma la velocità di Gregoire ha avuto la meglio. Resta una gran prestazione da applausi.
La cronaca
Sessantesima edizione dell’Amstel Gold Race, la classica che precede il trittico delle Ardenne con la Freccia Vallona in programma mercoledì e la gran chiusura con la Liegi-Bastogne-Liegi domenica prossima. Il via da Maastricht con arrivo a Berg en Terblijt 33 muri da affrontare. Dopo 13,2 km il primo muro, il Maasberg. Dopo un tratto pianeggiante in rapida successione il Bergseweg, Korenweg, Nijswillerweg e poi dopo una decina di chilometri anche il Rijksweg. Gli ultimi venti chilometri vedono un nuovo passaggio sul Geulhemmerberg (1 km al 6,2%), il Bemelerberg (900 m al 4,6%) ed il terzo ed ultimo passaggio sul Cauberg, muro con punte dell’11%. Lo scollinamento a 1700 metri dall’arrivo di Valkenburg con un ultimo tratto in leggera discesa prima del traguardo. La fuga di nove uomini: Huub Artz (Lotto Intermarché), Filip Maciejuk (Movistar Team), Marco Frigo (NSN Cycling Team), Warren Barguil (Team Picnic PostNL), Xabier Mikel Azparren (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), Joseba López (Caja Rural – Seguros RGA), Siebe Deweirdt (Team Flanders – Baloise), Valentin Retailleau (TotalEnergies) e Abram Stockman (Unibet Rose Rockets)ha caratterizzato tutta la corsa, massimo vantaggio 4’40” a 120 dalla fine. In testa al gruppo si muovono Red Bull BORA hansgrohe, Decathlon CMA CGM Team e la Visma Lease a Bike, il vantaggio dei fuggitivi si riduce radicalmente 1’1″ prima del primo passaggio sul Cauberg. Deweirdt, Stockman e Maciejuk si staccano dal gruppetto restano in tre in fuga: Frigo, Aertz e Azparren, 1’28” a 75 chilometri dal traguardo. Visma e Uae a fare forcing in test al gruppo da dove tenta di uscire Reindering della Soudal Quick Step guadagnando qualche secondo. In testa ai -62 si stacca lo spagnolo Azparren e restano solo in due in fuga, il bravissimo Frigo e Aertz. Poderoso l’inseguimento del corridore della Soudal che raggiunge e stacca lo spagnolo e si porta a 42″ a sessanta dall’arrivo mentre il gruppo perde qualche secondo 1’39” . Forcing della Groupama in testa al gruppo a cui si uniscono anche la Red Bull e la Visma e crolla lo svantaggio tant’ che Reindering viene ripreso mentre il duo di testa è a 1’06”. Sul Culperberg scatto di Frigo, Artz cede e il corridore della NSN resta da solo al comando 46″ sul gruppo dove c’è la Red Bull a fare l’andatura. Sul Kruisberg Gregoire accende la miccia lo seguono tutti i favoriti, nella discesa scivola Artz, appena ripreso, e coinvolge anche Jorghensen e Hirschi restano pertanto in tre ad inseguire Frigo: Evenepol, Gregoire e Skjelmose. Sul Fromberg a -36 finisce l’avventura di Marco Frigo, 23″ il vantaggio su un gruppetto di undici corridori. Arriva il Keutenberg, Evenepoel aumenta la velocità e Frigo si stacca irrimediabilmente, bravissimo comunque. Si sgrana anche il gruppetto inseguitore dove restano prima solo in cinque: Withen Philipsen, Cosnefroy, Baudin, Costiou, e Vansevenant, e successivamente in sei perchè viene assorbito anche Frigo, 25″ il loro svantaggio dal trio di testa. Sul Cauberg aumenta l’ andatura Evenepoel si stacca Gregoire, alla ruota del belga resta solo il danese. Sotto lo striscione dell’ultimo giro i due hanno 12″ sul francese mentre il gruppo passa a 50″ forse ormai rassegnati. Sul Bemelerberg la coppia di testa passa con 1′ di vantaggio sul gruppetto inseguitore che ha riassorbiato anche Gregoire ormai si decide tutto sul Cauberg com’era nelle previsioni. Parte la volata ai trecento metri scatta Evenepol, Skjelmose cerca di resistergli ma la progressione del belga è potente e va a vincere a nettamente.

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