Pogacar? No. Vingegaard? No. E’ Tom Pidcock che salta agli onori della cronaca nella tredicesima tappa del Tour, la più lunga con l’ascesa del Ballon d’Alsace a trenta chilometri dall’arrivo. Il britannico si è inserito in una maxi fuga partita a 150 chilometri dal traguardo prima con trentasette corridori cui poi se ne aggiunti altri per complessivi cinquantasette fuggitivi che hanno preso subito un vantaggio di 4’14”. A quel punto sono cominciate le prime perplessità sull’atteggiamento dei big della classifica generale, è vero che il corridore più insidioso era staccato di 11′ 49″ ma è altrettanto vero che era il britannico della Pinarello Q.36, che è un ottimo corridore, tra l’altro terzo lo scorso anno alla Vuelta. Perplessità che sono diventate poi certezze quando il vantaggio dei fuggitivi è salito prima a 7’10” e addirittura a 8’30” in vetta al Ballon d’Alsace. Quali i motivi di questo disinteressamento? Certamente le due prossime frazioni molto dure che chiuderanno la seconda settimana di corsa. E’ molto probabile che i big abbiano tenuto a freno sia le proprie velleità sia soprattutto i propri gregari preservandoli per le prossime fatiche, tant’è che non si sono mai visti in testa a tirare uomini della UAE e della Visma. Anzi addirittura Brandon McNulty e Tim Wellens della UAE e Victor Campenaerts e Per Strand Hagenes della Visma facevano parte della maxi fuga come a dare loro il via libera per giocarsi le proprie carte per la vittoria di tappa. Fatto sta che Pidcock, lasciatosi sfuggire negli ultimi 16 chilometri Schmid e Tejada, arrivando terzo a Belfort ha fatto un grosso balzo in classifica generale portandosi al quarto posto a 4’15” da Pogacar e considerando le sue qualità non è uno di quei corridori che fanno dormire sonni tranquilli. Al traguardo sono arrivati il colombiano e lo svizzero per giocarsi il successo di tappa con un margine di vantaggio di 18″ sugli ex compagni di fuga e in volata è stato il corridore della Jayco Alula ad avere la meglio.

La cronaca

E’ la tappa di un altra grande regina delle salite della grande boucle, il Ballon d’Alsace lunga 9,1 chilometri con una pendenza media del 6,9%, inserita a trenta chilometri dal traguardo di Belfort. Una tredicesima frazione lunga 205.8 km con partenza da Dole, prevalentemente pianeggiante fino ai piedi del Col des Croix (5.1 km al 4.7% di pendenza media), quasi un antipasto prima di inerpicarsi sull’erta dei Vosgi. Attacchi e contrattacchi nei primi chilometri, poi prende corpo una fuga molto consistente formata da ben trentasette corridori: Brandon McNulty e Tim Wellens (UAE Team Emirates XRG), Victor Campenaerts e Per Strand Hagenes (Team Visma | Lease a Bike), Tim van Dijke e Maxim Van Gills (Red Bull – BORA – hansgrohe), Ben Healy e Michael Valgren (EF Education-EasyPost), Nicolas Vinokurov (XDS Astana Team), Matej Mohorič (Bahrain-Victorious), Kévin Vauquelin (Netcompany INEOS), Jasper Philipsen, Edward Planckaert e Emiel Verstrynge (Alpecin-Premier Tech), Mauro Schmid (Team Jayco AlUla), George Bennett (NSN Cycling Team), Raúl García Pierna, Michel Hessmann e Nelson Oliveira (Movistar Team), Ion Izagirre, Alex Aranburu e Benjamin Thomas (Cofidis), Tom Pidcock, Quinten Hermans, Xandro Meurisse e Fred Wright (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), Romain Grégoire, Lorenzo Germani, Quentin Pacher e Clément Russo (Groupama-FDJ United), Julian Alaphilippe, Marc Hirschi e Rick Pluimers (Tudor Pro Cycling Team), Jordan Jegat, Nicolas Breuillard e Thibault Guernalec (TotalEnergies), John Degenkolb (Team Picnic PostNL) che prende un margine di vantaggio molto ampio 4’14”. Dal gruppo fuoriesce un altro nutrito gruppo: Brandon McNulty (UAE Team Emirates – XRG), Mads Pedersen (Lidl-Trek), Kasper Asgreen (EF Education-EasyPost), Davide Ballerini e Harold Tejada (XDS Astana Team), Vlad Van Mechelen (Bahrain-Victorious), Michał Kwiatkowski e Joshua Tarling (Netcompany INEOS), Ben O’Connor, Michael Matthews e Luke Plapp (Team Jayco AlUla), Jonas Abrahamsen e Magnus Cort (Uno-X Mobility), Biniam Girmay e Tom Van Asbroeck (NSN Cycling Team), Lars Craps (Lotto Intermarché), Clément Braz Afonso (Groupama-FDJ United), Nicolas Breuillard, Joris Delbove e Mattéo Vercher (TotalEnergies), Robbe Dhondt (Team Picnic PostNL), Stefano Oldani e José Félix Parra (Caja Rural-Seguros RGA).  che si porta a 22″ di ritardo mentre sale lo svantaggio del plotone a 7’10”. Nei pressi dello sprint intermedio, vinto in vilata da Jasper Philipsen i due gruppi si fondono sono in 57 al comando della corsa a 60 chilometri dall’arrivo. Il gruppo  Maglia Gialla continua a disinteressarsi della fuga, il più pericoloso per la classifica generale è Tom Pidcock che in classifica si trova a 11’49” da Pogacar.  Sul Col des Croix Hermans precede i compagni di fuga conquistando i punti per la classifica degli scalatori, il plotone passa a 8’10”.  Sulle prime rampe del Ballon d’Alsace attacco di Pluimers ma il suo tentativo sfuma subito e viene ripreso. Il gruppo dei battistrada comincia a perdere pezzi in particolar modo i velocisti. Attacco di Van Gils a 3,5 dalla vetta, Pidcock seguito da una decina di  compagni di fuga lo riprende, in contropiede parte Plapp, ma sono in otto: Brandon Mcnulty, Kevin Vauquelin, Maxime Van Gils, Harold Tejada, Mauro Schmid, Clement Braz Afonso e Jordan Jegat a riportarsi sulla sua ruota, ed è il corridore della Jyco Alula a precedere tutti in vetta al G.P.M., vantaggio sul plotone 8’30”.  Nella discesa sui fuggitivi rientra anche Tim Wellens, vantaggio 30″ su Michael Valgren (EF Education – EasyFirst), Michael Matthews (Team Jayco AlUla), Raul Garcia Pierna (Movistar Team), Lars Craps (Lotto Intermachè), Ion Izagirre (Cofidis) e Nicolas Breuillard (TotalEnergies). Attacco di Schmid seguito da Tejada a -15 dall’arrivo guadagnano 10″ sugli ex compagni di fuga, mentre perdono terreno i più immediati inseguitori 49″ dalla coppia di testa. Schmid e Tejada filano d’accordo dandosi regolarmente i cambi e sale a 22″ il vantaggio su Pidcock e compagnia mentre ormai fuori gioco l’altro gruppetto 1’05” il loro ritardo. Allungo di Vauquelin con alla ruota Jegat che cercano di riportarsi sulla coppia di testa ma vengono ripresi. Parte come una molla Wellens all’ultimo chilometro, ma la vittoria di tappa è un affare riservato solo ai due fuggitivi ed è Schmid che batte nettamente il colombiano, alle loro spalle arriva il gruppetto con un ritardo di 2″ regolato in volata da Pidocock. I migliori della classifica con la Maglia Gialla arrivano con un ritardo di 7’39”.

Ordine di Arrivo:

1) Schmid Mauro – Team Jayco AlUla 4:06:58
2) Tejada Harold – XDS Astana Team s.t.
3) Pidcock Tom  -Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team 2″
4) Van Gils Maxim – Red Bull  BORA Hansgrohe s.t.
5) McNulty Brandon – UAE Team Emirates  XRG s.t.
6) Vauquelin Kévin – Netcompany INEOS s.t.
7) Jegat Jordan – TotalEnergies s.t.
8) Braz Afonso Clément – Groupama FDJ United s.t.
9) Wellens Tim  -UAE Team Emirates XRG s.t.
10) Plapp Luke – Team Jayco AlUla 11″

Classifica Generale

1) Tadej Pogacar (UAE Team Emirates – XRG) 47 h 18′ 31″
2) Jonas Vingegaard (Team Visma Lease a Bike) 3’36”
3) Remco Evenepoel (Red Bull  BORA  Hansgrohe) 4’06”
4) Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) 4’15”
5) Juan Ayuso (Lidl  Trek) 4’22”
6) Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) 4’35”
7) Florian Lipowitz (Red Bull  BORA  Hansgrohe) 4’44”
8) Isaac Del Toro (UAE Team Emirates  XRG) 5’08”
9) Mattias Skjelmose (Lidl  Trek) 5’45”
10) Lenny Martinez (Bahrain Victorious) 6’34”


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