E sono cinque i successi di Tadej Pogacar ma questa è stata la perla più preziosa della sua lunghissima collana di successi sia perchè ottenuta su una salita mitica per la grande boucle, l’Alpe d’Huez, sia per come è stata conquistata, sia perchè contestualmente ha ottenuto il nuovo record di ascesa battendo, ahimè, quello stabilito da Marco Pantani. Una tappa che alla vigilia non è stata vissuta in maniera tranquilla in casa UAE per via di un virus intestinale che ha colpito prima Adam Yates, poi Wellens ed infine Mc Nulty tanto che in un comunicato stampa la società è stata costretta ad adottare un protocollo da pandemia ma che si è trasformata in un apoteosi grazie alla straordinaria performance del suo fuoriclasse, marziano, chiamatelo come volete. Scoppiettanti gli ultimi 12 chilometri, come del resto era nelle previsioni. Un attacco del solito Carapaz riduceva gli uomini in testa a soli tre corridori, l’ecuadoregno, per l’appunto, Lenny Martinez e Sepp Kuss, ma è dietro che stava per esplodere lo spettacolo. Neanche il tempo di percorrere un chilometro che Tadej Pogacar si alzava sui pedali salutava la compagnia e da solo andava a caccia dei fuggitivi. Una rimonta pazzesca, 2’52” da recuperare in undici chilometri su una salita durissima. Il campione del mondo innestava il turbo andando a prendere uno dopo l’altro tutti gli ex fuggitivi staccatisi sulle rampe della salita. Emblematica la sua immagine che spingeva sui pedali e apriva un varco tra una folla straboccante, giunta lassù fin dall’una di ieri notte, quasi come fosse Mosè quando biblicamente aprì le acque. Per strada incontrava lo stoico Adam Yates, rimasto in corsa tanto da entrare nella maxi fuga nonostante i problemi intestinali di ieri, che lo ha guidato per un paio di chilometri, poi lo ha lasciato per agguantare il trio di testa a 1,7 dal traguardo. Avrebbe potuto sfidarli in volata, tanto più che negli ultimi mille metri la strada spianava, ed invece sotto la flamme rouge è partito con una potenza devastante tagliando il traguardo con una manciata di secondi su Martinez e Carapaz. Una vittoria fortemente voluta schiacciando tutti i suoi rivali in classifica generale. Si sono salvati solo Remco Evenepoel, autore di buon ultimi tre chilometri tanto da arrivare a 2’29” dalla Maglia Gialla, Del Toro e Seixas giunti a 2’45”. Crollo invece di Ayuso sprofondato a più di 6′. Domani bis sull’Alpe d’Huez ma prima c’è un altra mitica salita da affrontare il Galibier.
La cronaca
E’ il primo tanto atteso giorno dell’Alpe d’Huez. La diciannovesima tappa parte da Gap e arriva in vetta alla iconica montagna alpina, sede di tante altre frazioni del Tour che a noi italiani porta alla mente Marco Pantani, attraverso 127,9 km. I corridori prima dell’ultima ascesa, 13.8 km e ha una pendenza media dell’8%, hanno affrontato il Col Bayard (seconda categoria, 4,7 km al 7,2% di pendenza media). il Col du Noyer (prima categoria, 7,3km al 8,4% di pendenza media) e Il Col d’Ornon (seconda categoria 5,5km al 6,3% di pendenza media). Escono subito dal gruppo Derek Gee West (Lidl-Trek), Tobias Johannessen (Uno-X Mobility), Ben Healy e Sean Quinn (EF Easypost), che vengono però raggiunti da un folto numero di corridori, sono in 43 in testa alla corsa. Sul primo G.P.M. è Paret-Peintre che prende i 5 punti in palio davanti a Carapaz vantaggio sul resto della corsa 1’05” ed è ancora il francese che scollina per primo davanti a Carapaz sul Col du Noyer balzando al comando della classifica della maglia a pois. Sale il vantaggio sui big della classifica generale 3’52” a 60 dall’arrivo, più staccato invece Wellens, uno tra i preziosi compagni di squadra di Pogacar, a 5’23” dalla testa della corsa. Dal gruppo dei fuggitivi perdono terreno prima Ben Healy e successivamente Tarling. Scatto di Mads Pedersen in vista dello sprint intermedio e si aggiudica i 25 punti in palio per la classifica a punti. Superato il traguardo si rialza Valentine Paret – Peintre abbandonando ogni tentativo di battersi per la vittoria di tappa, e viene assorbito dagli inseguitori. Sul Col d’Ornon il gruppo dei fuggitivi si sgrana sempre più, restano in 15 al comando: Armirail, Kuss, Cattaneo, Simmons, Carapaz, Benoot, Riccitello, Tejada, Martinez, Arensman, Foss, Johannessen, Romo e Rubio, e stavolta è Richard Carapaz che scollina per primo. La Maglia Gialla e i migliori della classifica sono a 3’48” ai piedi dell’Alpe d’Huez. Armirail in testa a tirare sta facendo un gran lavoro per il suo compagno di squadra Sepp Kuss, vincitore di una Vuelta. Allungo di Arensman gli restano a ruota Rubio, Kuss, Carapaz, Romo, ma alle spalle a -11 dalla vetta parte Pogacar che trova Adama Yates che gli dà una mano. In testa allungo di Kuss rispondono Carapaz e Martinez. L’ecuadoregno cerca di togliersi dalle sue ruote i suoi compagni di fuga ma l’americano e il francese resistono. Il campione del mondo a -10 ha 30″ su Evenepoel e Seixas mentre Ayuso è ancora più dietro. Pogacar lascia anche Yates e va a rincorrere i fuggitivi. In testa attacchi a ripetizioni di Carapaz e Kuss ma non fanno la differenza e restano sempre in tre. Nuovo tentativo di Carapaz a – 2,7, ma la locomotiva in Maglia Gialla piomba sul trio di testa, agguanta prima Kuss e poi Martinez. Per la vittoria di tappa è ora un duello tra l’ecuadoregno e il campione del mondo. Alle loro spalle Evenepoel allunga e si porta a 2’19” dalla testa. Pogacar raggiunge Carapaz a 1,7 dalla vetta insieme a Martinez. Sotto la flamme rouge attacco di Pogacar. Niente da fare per Carapaz e Martinez, lo sloveno va a vincere con 6″ su Martinez e 9″ su Carapaz, Evenepoel arriva a 2’30” precedendo Del Toro a 2’39”
Ordine di Arrivo:
1. Tadej Pogacar (UAE Emirates XRG)
2. Lenny Martinez (Bahrain Victorious), 6”
3. Richard Carapaz (EF Education-EasyPost), 9”
4. Sepp Kuss (Visma-Lease a Bike), 1’14”
5. Tobias Johannessen (Uno-X Mobility), 2’07”
6. Remco Evenepoel (Red Bull-Bora-Hansgrohe), 2’29”
7. Isaac del Toro (UAE Emirates XRG), 2’41”
8. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek), 2’45”
9. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM), s.t.
10. Harold Tejada (Astana) 3’22”
Classifica Generale:
1) Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG) 67:53:00
2) Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) 7’11”
3) Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG) 9’42”
4) Paul Seixas (Decathlon AG2R La Mondiale) 10’06”
5) Lenny Martinez (Bahrain Victorious) 13’00”
6) Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) 13’09”
7) Juan Ayuso (Lidl-Trek) 15’58”
8) Richard Carapaz (EF Education-EasyPost) 21’15”
9) Tom Pidcock (Q36.5 Pro Cycling Team) 21’30”
10) Jordan Jegat (TotalEnergies) 23’21”

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