Tadej Pogacar cala il poker. Era senz’altro il favorito numero uno di questa quattordicesima tappa e non ha tradito le attese anche se, rispetto ai successi precedenti, stavolta ha atteso l’ultima salita, anzi gli ultimi due chilometri del Col du Haag, per imprimere il suo sigillo. Nei precedenti nove è rimasto acquattato rivelando però un pò di nervosismo, lo si è visto infatti voltarsi più volte quasi certamente alla ricerca del suo compagno di squadra Isaac Del Toro in fondo al gruppetto dei migliori a caccia di Richard Carapaz solitario al comando. L’interpretazione che si è avuta è che lo volesse in testa ad aumentare il ritmo in modo tale da poter fare selezione e produrre poi il suo attacco, invece il suo compagno di squadra arrancava per non perdere il treno cosicchè ha dovuto fare tutto da solo aspettando il momento favorevole. I suoi avversari hanno avvertito questo suo disagio e hanno tentato di sorprenderlo, prima con un allungo di Seixas e Lipowitz, ripresi immediatamente, poi con Vingegaard che si è messo in testa a tirare in progressione. Pogacar è rimasto sempre lì senza perdere neanche un centimetro e quando la salita è arrivata nel punto più duro, all’11%, è partito alla sua maniera. Ha fatto subito il vuoto e in soli sei chilometri ha guadagnato 40″ sui suoi rivali arrivando solitario al traguardo. Un altra prova di forza che gli ha consentito di guadagnare secondi preziosi nella classifica generale. Una tappa che fino al Col du Haag è stata caratterizzata da una maxi fuga, come quella di ieri, con dentro tre uomini della Visma e di Tom Pidocock, bravissimo ieri quanto un pò avventato oggi, già perchè un conto è andare in fuga quando si ha uno svantaggio in classifica di 11′ un conto invece quando se ne hanno 4′. E’ chiaro che non avrebbe mai potuto avere via libera ed infatti il massimo vantaggio è stato di 3′, poi in testa sono andati a tirare i corridori della UAE e il margine si è ridotto sensibilmente fino a quando sono stati ripresi in vista del Col du Page. Ora, se il britannico fosse rimasto nel gruppo dei migliori forse sarebbe stato ugualmente staccato ma quasi certamente non sarebbe arrivato al traguardo con un distacco così alto tanto da farlo ripiombare dal quarto al nono posto della classifica a 8′ dalla Maglia Gialla. In sostanza oggi ha praticamente perso tutto quello che aveva guadagnato ieri, una vera follia tattica! Una volta esauritasi la fuga davanti sono rimasti in sei fino all’ultima salita dove la corsa è letteralmente esplosa fino al successo finale di Tadej Pogacar.
La cronaca
Quattordicesima tappa da Mulhouse a Le Markstein per un totale di 155,3 nel territorio dell’Alsazia. Quattro i G.P.M. in programma: il Grand Ballon (21,5 chilometri al 4,8%). il Col du Page (9,8 chilometri al 4,7%), nuovamente il Ballon d’Alsace (8,9 chilometri al 6,9%), per poi affrontare una breve ascesa al Col du Hundsruck (non classificato come GPM, 3,6km al 5,2%) ed infine il Col du Haag, salita di prima categoria di 11,2 chilometri al 7,3%, con gli ultimi due all’11%. Dalla vetta mancheranno solo sei chilometri al traguardo in picchiata. Sul primo G.P.. va via come ieri una maxi fuga tra cui tre uomini della Visma e Tom Pidcock, il protagonista della frazione di ieri. Valentin Paret-Peintre passa per primo sul primo G.P.M. di giornata superando in volata Richard Carapaz. Superato lo scollinamento i due insistono nell’azione ma vengono raggiunti da Ben Healy (EF Easy Post), Anders Johannessen (Uno-X Mobility) e Tobias Johannessen (Uno-X Mobility), alle loro spalle un altro terzetto Pablo Castrillo e Einer Rubio della Movistar e Thymen Arenssman della Netcompany Ineos, 30″ il loro ritardo, gruppo Maglia Gialla è a 2′. Sulle prime rampe del GPM del Col du Page i due terzetti si fondono e restano in sei al comando della corsa, alle loro spalle c’è Thymen Arensman (NetCompany Ineos). Ad 1’50” dai battistrada c’è il maxi gruppo con Pidcock , infine il plotone maglia gialla, attardato di 3′.E’ ancora Valentine Parte Peintre che passa per primo sul traguardo del G.P.M. I corridori vanno poi ad affrontare la terza salita della giornata il sestetto conta su 1’49” sul gruppo con Pidcock che riprende Arenssman e 2’54” su quello della Maglia Gialla, al traguardo mancano 66 chilometri. Nel plotone la UAE va in testa a tirare e lo svantaggio comincia a scendere, gli effetti si notano immediatamente tant’è che i primi inseguitori della fuga vengono ripresi. Si esaurisce quindi il tentativo di Pidocock. In vetta è sempre il francese della Soudal che conquista i punti della classifica degli scalatori e balza al comando superando momentaneamente Pogacar la situazione allo scollinamento vede al comando il sestetto con 2’07” sul gruppo al gran completo, esclusi ovviamente i velocisti e la maglia verde che viaggiano a 10’22”. Al termine della discesa i fuggitivi hanno 1’50” sul gruppo e si avviano verso la salita del Col du Hundsruck non valido per la classifica del G.P.M. nel primo tratto si stacca Ben Healy, restano in cinque Carapaz. Anders Johannessen, Tobias Johannessen, Valentine Parte Peintre e Rubio al comando della corsa, 1’36” il vantaggio sul gruppo sempre condotto dai corridori della UAE che riprende l’irlandese della EF. In vista dell’ultima salita il Col du Haag, si stacca Anders Johannessen e restano in quattro in fuga, 1’27” sul gruppo. Allungo di Tobias Johannessen e Carapaz a -10 e dopo due chilometri attacco di Carapaz che va in fuga solitaria. Pidcock si stacca dal gruppo a -6. Carapaz ha 11″ su Jiahannessen e 56″ sul gruppo. Lipowitz e Seixas tentano la sortita a -5 dalla vetta ma vengono subito ripresi. Vingegaard va in testa a tirare a tirare con Pogacar incollato alla sua ruota metre si stacca Evenepoel. Restano in sei, Vingegaard, Pogacar, Ayuso, Del Toro, Seixas, Lipowitz a rincorrere Carapaz. Joahannessen raggiunge Crapaz ma stanno rinvenendo i big della classifica che raggiungono i fuggitivi a -2 dalla vetta. Ed è a questo punto che attacca Pogacar. Alle sue spalle Vingegaard molla tutti e va a caccia della Maglia Gialla, ma viene raggiunto da Seixas. Il campione del mondo scollina con 23″ su Vingegaard e Seixas su cui piomba Del Toro. Pogacar è imprendibile e va a conquistare il quarto successo in questo Tour con 38″ su Del Toro che vince lo sprint su Seixas, mentre Vingegaard giunge al quarto posto a 40″ dalla Maglia Gialla
Ordine di Arrivo:
1) Pogacar Tadej -UAD 4:00:07 –
2) Del Toro Isaac -UAD 38″
3) Seixas Paul – DAT s.t.
4) Vingegaard Jonas – TVL 44″
5) Evenepoel Remco – RBH 48″
6) Ayuso Juan – LTK 50″
7) Lipowitz Florian – RBH 50″
8) Carapaz Richard – EFE 1’18”
9) Johannessen Tobias Halland – UXM 1’40”
10) Skjelmose Mattias – LTK 1’40”
Classifica Generale:
1) Pogacar Tadej – UAD 51:18:28 –
2) Vingegaard Jonas – TVL 4’30”
3) Evenepoel Remco – RBH 5’04”
4) Seixas Paul – DAT 5’19”
5) Ayuso Juan – LTK 5’22”
6) Lipowitz Florian – RBH 5’44”
7) Del Toro Isaac -UAD 5’50”
8) Skjelmose Mattias -LTK 7’35”
9) Pidocock Tom – Q36 7’59”
10) Martinez Lenny – TBV 8’25”

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