Stavolta ce l’ha fatta. A Tadej Pogacar  nella sua lunga collana di successi gli mancava la Sanremo e la Roubaix ma mentre nella corsa delle pietre il campione del mondo si è presentato solo lo scorso anno ai nastri di partenza la classicissima di primavera gli era sfuggita già diverse volte. Voleva vincerla a tutti i costi e sul traguardo di Via Roma  è riuscito a mettere la sua ruota davanti a Pidcock in una volata partita a cinquecento metri dal traguardo con Van Aert che intanto era uscito dal gruppo e stava rinvenendo sulla coppia di testa. Un successo memorabile per il campione del mondo non solo perché ha rotto il ghiaccio ma soprattutto perchè all’uscita di Imperia, prima di attaccare la Cipressa è caduto coinvolgendo anche Van Aert e Jorgenson e ha dovuto fare una vera impresa per rientrare nel gruppo che intanto aveva preso 24″ sullo sloveno. Come se non fosse successo nulla Pogacar è rientrato sulla Cipressa, grazie anche al gran lavoro di Del Toro che ha spezzato i cambi favorendo il ritorno del suo capitano, si è messo in testa a fare l’andatura e a 2,5 dallo scollinamento è partito facendo il vuoto alle sue spalle. Gli sono rimasti incollati Van Der Poel un pò in affanno rispetto a quello visto alla Tirreno-Adriatico, e Pidcock. Sul tratto più duro del Poggio il campione del mondo ha dato un’altra delle sue rasoiate e per l’olandese non c’è stato più nulla da fare tanto da essere ripreso nella discesa. Sono rimasti in due e il britannico non è per nulla un cliente facile, ottimo discesista e anche veloce in volata, ma stavolta ci voleva qualcosa di extraterrestre per frenare Tadej Pogacar. Il fuoriclasse sloveno ha impostato la volata in testa resistendo al ritorno di Pidock mettendo così per la prima volta nella sua carriera la firma nell’Albo d’Oro della centodiciannovesima edizione di questa spettacolare corsa.

La cronaca

Pronti, via e parte subito una fuga che vede protagonisti nove corridori:  Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber), Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber), Lorenzo Milesi (Movistar Team), Manlio Moro (Movistar Team), Andrea Peron (Team Novo Nordisk), David Lozano (Team Novo Nordisk), Alexy Faure Prost (Team Picnic PostNL), Dario Igor Belletta (Team Polti VisitMalta) e Mirco Maestri (Team Polti VisitMalta) che raggiungono un vantaggio massimo di 6’34” a 70 chilometri dall’arrivo, Intanto una caduta mette KO un fido scudiero di Pogacar, Jan Christen  che è costretto al ritiro. Altra caduta dopo cinque  chilometri dall’arrivo, ne fanno le spese tre corridori della Ineos: Kwiatkowski, vincitore di un edizione della classicissima,  Turner, Swift, e lo spagnolo Camprubì (Pinarello Q36.5), il corridore polacco è costretto al ritiro e Filippo Ganna perde un prezioso compagno di squadra.  Il vantaggio  dei fuggitivi intanto comincia a scendere velocemente, 5’10” sul plotone. In gruppo rientra Turner mentre in testa si comincia a fare sul serio con la UAE che prende in mano la situazione e il distacco si riduce a 4’24” ai piedi del Capo Mele, 1,8 km con pendenza media del 3,6% e punta del 7% . Tra i fuggitivi si staccano Peron e Lozano restano quindi in sette al comando, che scollinano con 3’23” sul gruppo. Per i fuggitivi comincia il Capo Cervo, 2,1 km al 2,5% di pendenza media e massima del 6%. In vetta il vantaggio è di 2’35” sul plotone dove intanto la Ineos si ricompatta e va in testa a tirare con la UAE.  Si va all’attacco del Capo Berta, 2 km al 6,3% di pendenza media e punta del 9%. Ai piedi della salita restano in quattro al comando Milesi, Faure Prost, Belletta e Maestri il cui vantaggio ormai si è ridotto al lumicino;  1′ sul gruppo. Nel tratto più duro si stacca anche il francese Faure Prost e restano solo in tre davanti ma ormai il loro destino è segnato tant’è che ai piedi della Cipressa vengono ripresi. Gruppo compatto quindi che va a raggiungere Imperia prima della salita della Cipressa, 5.6 km con una pendenza media del 4.1%,  e quì accade il colpo di scena.  All’uscita della cittadina ligure caduta di Pogacar, vengono coinvolti anche Van Aert e Jorgenson, 24″ il ritardo del campione del mondo. In testa al gruppo l’andatura, ovviamente, sale di colpo ma Del Toro fa buona guardia spezzando i cambi. Con un inseguimento impressionante Pogacar rientra e si mette in testa con Pidock, Van Der Poel e un ottimo Ganna alla sua ruota. Il campione del mondo con la maglia arcobaleno e pantaloncini strappati e una vistosa ecchimosi sulla coscia per la caduta a 2,5 dalla vetta parte alla sua maniera. Ci vuole ben altro per fermarlo oggi,  lo seguono Van der Poel e Pidcock. Altro scatto in vista dello scollinamento ma i suoi compagni di fuga resistono, 25″ il vantaggio sul gruppo tirato dalla Lidl Trek che diventa di 30″ alla fine della discesa nei pressi di Arma di Taggia. Nel frattempo rientrano in gruppo anche Van Aert e Jorgenson e anche per il belga si può dire che abbia fatto un impresa. Sotto la spinta della Lidl Trek scende il vantaggio, 16″ ai piedi del Poggio, salita di 3.7 km  con pendenza media al 3% e massima all’8%. Pogacar non aspetta molto e attacca, gli  resiste solo Pidcock, i due di testa scollinano con 15″ su Van der Poel che sulla discesa viene ripreso dal gruppo. Si arriva sull’Aurelia, Pogacar tenta di staccare il pericoloso compagno di fuga che però resiste. I due cominciano a guardarsi e dal gruppo esce uno scatenato Wout Van Aert che si porta a 8″ dal duo di testa. Non c’è tempo da perdere, Pogacar fa partire la volata lunga ai cinquecento metri, testa a testa tra lo sloveno e il britannico e sulla linea la spunta il campione del mondo con mezza ruota di vantaggio, al terzo posto un altrettanto fantastico Van Aert.

Ordine di arrivo:

1 Pogacar Tadej UAE Team Emirates – XRG 6:35:49
2 Pidcock Thomas Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team 0:00
3 Van Aert Wout Team Visma | Lease a Bike 0:04
4 Pedersen Mads Lidl – Trek 0:04
5 Strong Corbin NSN Cycling Team 0:04
6 Vendrame Andrea Team Jayco AlUla 0:04
7 Stuyven Jasper Soudal Quick-Step 0:04
8 Van der PoelMathieu Alpecin-Premier Tech 0:04
9 Trentin Matteo Tudor Pro Cycling Team 0:04
10 Zambanini Edoardo Bahrain – Victorious 0:04


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