Jonas Vingegaard mette il suo sigillo a questa Vuelta con uno scatto perentorio all’ultimo chilometro della rampa che porta in vetta alla terribile Bola del Mundo, stacca tutti e taglia solitario il traguardo. Il fuoriclasse della Visma Lease a Bike legittima in tal modo il successo, il primo di un danese nella storia di questa corsa. Niente da fare dunque per Almeida che in cuor suo puntava sugli ultimi durissimi tre chilometri per annullare quei 44″ che lo dividevano dal rivale e scavalcarlo in classifica. Ha messo i suoi uomini a tirare forsennatamente negli ultimi 12 chilometri ma nel momento clou gli sono mancate le gambe per tentare il ribaltone. Ventesima tappa di 165,6 chilometri, un tappone con due G.P.M. di terza categoria nella parte iniziale seguiti dall’erta dell’Alto de Leon e dal Puerto de Navacerrada (6,9 km al 7%), per affrontare nel finale la Bola del Mundo, 12,3 km all’8,6%, quota 2258 metri, il punto più alto di questa edizione. Subito ritmo alto con tentativi di fuga, sul primo G.P.M. di giornata l’erta di La Escondida, 9 km di lunghezza al 4,1% di pendenza media, 3^ categoria. E’ Jack Haig (Bahrain Victorious), che si aggiudica i punti precedendo Mauri Vansevenant (Soudal Quick-Step), e Santiago Buitrago (Bahrain Victorious). Sull’abbrivio trentasei corridori provano a prendere il largo ai piedi della seconda salita di questa tappa, La Paradilla, di 3^categoria lunga 5,8 km e dalla pendenza media del 5,4%. Nicolau della Caja Rural passa per primo. Il tentativo dei fuggitivi prosegue raggiungendo il vantaggio di 2′ ai piedi dell’Alto de Leon dove è ancora il portacolori della Caja Rural che si prende i punti del G.P.M. precedendo Carlo Verona e Giulio Ciccone. Sotto la spinta della UAE il distacco del gruppo cala a 1’20” quando mancano 63 chilometri dal traguardo. La corsa si avvia verso la salita del Puerto de Navacerrada con i fuggitivi che possono contare ancora su 1’27” sul gruppo. Sui tornanti sono diversi corridori che perdono terreno dal gruppo di fuga, restano dapprima solo in tredici: Julien Bernard, Giulio Ciccone (Lidl-Trek), Mikel Landa (Soudal Quick Step), Egan Bernal (Ineos Grenadiers), Jardi van der Lee, Bruno Armirail (EF Education EasyPost), Santiago Buitrago, Antonio Tiberi (Bahrain Victorious), Lorenzo Fortunato (Astana), Eddie Dunbar (Jayco AlUla), Clement Braz-Afonso (Groupama), Jan Hirt (Israel Premier Tech), Mario Aparicio (Burgos Burpellet BH) e successivamente in cinque: Giulio Ciccone (Lidl-Trek), Mikel Landa (Soudal Quick Step), Egan Bernal (Ineos Grenadiers), Bruno Armirail, Jardi van der Lee (EF Education EasyPost) ed è l’olandese dell’Education First che passa per primo. Scatto di Giulio Ciccone seguito da Mikel Landa a 22 chilometri dal traguardo ed ecco all’improvviso si forma un gruppo nutrito di manifestanti che bloccano la strada prima dell’arrivo del gruppo. Intervento delle forze dell’ordine e i corridori riescono a passare stavolta il pericolo è stato scongiurato. In testa Ciccone cerca l’allungo ma viene ripreso dai suoi compagni di fuga, restano in quattro al comando perde contatto solo Armirail. Scatto di Landa che resta da solo in fuga. I corridori si stanno avviando verso i piedi dell’ultima terribile salita la Bola del Mundo, 12,3 km all’8, 6% di questa Vuelta dove la corsa si deciderà definitivamente. Ciccone reagisce, raggiunge Landa lo supera e resta da solo al comando della corsa a 11 chilometri dall’arrivo con 1’11” sul gruppo tirato, com’è logico che fosse, dalla UAE. Lo spagnolo però reagisce e con grinta si riporta sulla ruota dell’abruzzese. Sulla spinta degli emiratini il distacco del gruppo scende a 55″ ai -8 e ormai si attendono gli ultimi chilometri di questa erta che ricordano il Ventoux dove le pendenze e la mancanza di vegetazione rendono durissima la scalata. Brutte notizie per Pellizzari, ai -7 perde contatto ora deve solo strinegere i denti per mantenere la posizione in classifica. La fuga della coppia di testa termina proprio ai -3. Inizia il muro finale, alle difficoltà altrimetriche si aggiunge anche il fondo stradale che fa pensare alla nostra Strade Bianche. In testa Almeida ma Vingegaard non molla e gli resta incollato. Allungo di Hindley e la maglia roja gli è subito addosso saltando Almeida, sono in cinque in testa alla corsa. Parte Vingegaard a 1,1 dall’arrivo prende cinquanta metri di vantaggio, non lo prendono più il danese fila verso il successo di tappa e il trionfo in questa Vuelta. Nota amara per Giulio Pellizzari che giunge al traguardo con 3′ di ritardo dal vincitore di tappa e soprattutto 2’40” dall’americano Riccitello perdendo non solo la posizione in classifica ma anche la maglia bianca bianca di miglior giovane, peccato perchè l’aveva conquistata fin dal primo giorno perdendola solo nella penultima tappa. Domani ventunesima tappa da Alalpardo a Madrid di 111,6 chilometri, sempre ammesso che si riesca ad arrivare nella capitale spagnola con i manifestanti proPal sul sentiero di guerra pronti a bloccare la corsa, apoteosi finale e terreno per i velocisti.
Classifica di tappa:
- Jonas Vingegaard in 3h 56′ 23”
- Sepp Kuss +11”
- Jai Hindley +13”
- Tom Pidcock +18”
- Joao Almeida +22”
- Matthew Riccitello +24”
- Jay Vine +47”
- Giulio Ciccone +1’11”
- Junior Lecerf +1’22”
- Finlay Pickering +1’30”
Classifica Generale:
1) VINGEGAARD Jonas – 72h53’57”
2) ALMEIDA João +1’16”
3) PIDCOCK Thomas +3’11”
4) HINDLEY Jai +3’41”
5) RICCITELLO Matthew +5’55”
6) PELLIZZARI Giulio +7’23”
7) KUSS Sepp +7’45”
8) GALL Felix +7’50”
9) TRAEN Torstein +9’48”
10) JORGENSON Matteo +12’16”

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