Ultimo giorno di riposo prima dell’ultima settimana quasi sempre decisiva per il successo finale, vuoi per le difficoltà che vi sono inserite vuoi anche per la stanchezza che si fa sentire nelle gambe dei corridori. Jonas Vingegaard ha già messo la sua impronta conquistando la Maglia Rosa nella tappa che si concludeva in vetta al Pila. Tre arrivi in salita e tre successi per il fuoriclasse danese che fin quì ha saputo gestire le sue forze potendo contare anche su una squadra molto forte. Campenaerts, Kuss e uno straordinario Davide Piganzoli lo hanno tenuto al riparo da qualsiasi sorpresa e quando è stato il momento lo hanno lanciato verso il successo. Una tattica studiata? Molto probabilmente è così, d’altra il capitano della Visma Lease a Bike quest’anno ha scelto di correre Giro e Tour de France per eguagliare il suo grande rivale Tadej Pogacar a segno in entrambe le due grandi corse a tappe due anni fa. Il suo è stato un lento avvicinamento al primato in classifica ed anche quando ha avuto a portata di mano la possibilità di vestire al Maglia Rosa si è risparmiato fino alla quattordicesima tappa. Sono bastati gli ultimi chilometri a Vingegaard per partire e mettere tutti in fila e domani ripartirà con vantaggio consistente ma non già definitivo. Alle sue spalle si trova Alfonso Eulalio a 2’26” mentre Felix Gall è terzo a 2’50” e con tante salite ancora da affrontare le speranze di chi si trova a dover recuperare non sono affatto svanite. Il portoghese finora è stato un gran protagonista di questo Giro. Ha conquistato la Maglia Rosa alla quinta tappa in una giornata decisamente invernale sotto una pioggia scrosciante dal primo all’ultimo chilometro inserendosi in una fuga che è arrivata al traguardo con un enorme vantaggio sul gruppo degli uomini di classifica, è stato però bravissimo a saperla difendere soprattutto nella tappa a cronometro che non è assolutamente la sua specialità. Ecco, quello è stato l’unico giorno in cui finora Vingegaard ha steccato. Eulalio ha tenuto la Maglia Rosa fino alla frazione con arrivo a Pila poi ha dovuto cederla ma non è crollato ed è rimasto ancora lì in seconda posizione pronto a battagliare, già perchè questo ragazzo portoghese ha davvero tanta grinta. Felix Gall è il corridore che sembra essere più pericoloso per il danese, è staccato di quasi 3′ ma ha dimostrato di essere un osso duro. E’ difficile staccarlo e nei tratti più duri delle salite non ci pensa due volte ad attaccare cercando il colpo gobbo. Più staccati Arensman, Hindley e Giulio Pellizzari. Il marchigiano nelle ultime tappe sembra essersi ripreso dalla battuta d’arresto subìta sul Blockaus e da problemi fisici che gli hanno impedito di rendere al meglio. Sulla salita della Pila si è staccato ma in progressione correndo con lucidità ha prima resistito e poi è arrivato con i migliori. Se riuscirà ancora a migliorare potrà ancora dire la sua. Nella top ten compare anche Davide Piganzoli, ventitrè anni della provincia di Sondrio, un ragazzo che è diventato un punto di riferimento prezioso per Vingegaard e per la Visma Lease a Bike. Il suo ritmo è incalzante, potente e funge da trampolino di lancio per lo scatto felino del suo capitano, in quest’ultima settimana il suo apporto potrà essere ancora più prezioso, a partire già da domani. Il cammino verso Roma riparte con una tappa che sconfina in Svizzera e prevede tre Gran Premi della Montagna con arrivo in quota a Cari dopo aver affrontato una salita di undici chilometri all’8%, un assaggio di quelle che saranno le due tappe chiave: la diciannovesima con il Duran, il Coi, il Giau, cima Coppi, il Falzarego e dulcis in fundo l’arrivo ad Alleghe con un ascesa al 10% e la ventesima con la salita di Piancavallo da ripetere due volte sede di arrivo. Si prevede grande battaglia. Infine vorremmo ritornare un attimo a quanto accaduto nella tappa conclusasi nel circuito cittadino di Milano da ripetere quattro volte. strade ampie, asfalto perfetto con un ultimo chilometro senza curve nè strettoie, insomma un tracciato perfetto per una bella gran volata. Ebbene a circa trenta chilometri dal traguardo si sono visti prima Vingegaard, poi Ciccone e infine addirittura l’ammiraglia della Decathlon parlottare fitto con la macchina della giuria. Motivo? La neutralizzazione dei tempi. In un primo momento la Giuria aveva preso la decisione di fermare i distacchi a cinque chilometri dall’arrivo, e fin quì nulla quaestio visto che è una regola già in vigore valida però solo per eventuali cadute, successivamente però il colpo a sorpresa. Dopo il conciliabolo è arrivato un nuovo comunicato che neutralizzava i tempi a sedici chilometri dalla conclusione! Quindi in pratica dal terzo passaggio in poi si è corso solo per la vittoria di tappa. Ora, va bene tutto, ma neutralizzare i tempi ad una distanza così siderale dal traguardo oltretutto in assenza di pericoli ci è sembrato un pò eccessivo.

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