Jasper Philipsen fulmina tutti sul traguardo di Vewelgem e vince la prima classica del Nord di questa stagione. Una Gand – Vewelgem che in pratica fino all’ultimo chilometro aveva fatto presagire un finale di tutt’altro tenore, già perchè i due veri mattatori dell’edizione di quest’anno sono stati Mathieu Van der Poel e Wout Van Aert. I due grandi campioni nelle classiche hanno dato vita ad uno spettacolo di grandissimo livello come del resto non poteva essere diversamente, considerate le loro qualità. Hanno dato una prima scossa quando mancavano 57 chilometri dal traguardo sul muro di Kemmelberg raggiungendo in un battibaleno un gruppetto che si era avvantaggiato e successivamente sul Kemmelberg -Ossuaire l’olandese ha operato un allungo poderoso seguito da Van Aert e Veeermersch. Il corridore della UAE però dopo pochi metri ha ceduto e da quel momento, mancavano 35 chilometri all’arrivo è stato un testa a testa con il gruppo. Grazie all’azione prima della Red Bull e poi dalla Ineos Grenadiers, in particolar modo di Filippo Ganna, il gruppo è riuscito a ricucire lo svantaggio sotto lo striscione dell’ultimo chilometro. Nella volta non c’è stata storia Jasper Philipen ha bruciato tutti vincendo nettamente, resta il rammarico di non aver potuto vedere in azione Jonathan Milan, ma il corridore della Lidl Trek è stato vittima di una foratura a 2o chilometri dalla conclusione e non è riuscito più a rientrare. Un finale dunque ampiamente pronosticato ma che tuttavia poteva anche avere un risvolto completamente diverso. I due fuoriclasse hanno messo dentro tutto quello che avevano andando via nel tratto più duro, ma fare tanti chilometri sul piano con un gruppo “assatanato” alle spalle era davvero un ardua impresa riuscire ad arrivare fino al traguardo.
La cronaca
La corsa è partita da Middelkerke per arrivare a Wevelgem dopo 240,8 chilometri. Dopo i tratti di pavè del Beauvoordestraat e Veurnestraat arriva la prima salita di giornata, quella di Scherpenberg (1.4 km al 2.3% medio), che immette poi nel circuito. Arrivano i muri di Baneberg (1 km al 7% medio),Montberg (1 km al 5% medio), Kemmelberg dal versante Belvedere (0.4 km al 10% medio). Dopo tre settori di sterrato si affronta il Montberg, il Kemmelberg e lo Scherpenberg, ed infine l’ultima difficoltà il Kemmelberg dal versante di Oussuaire (0.8 km al 9.7% medio). Vanno subito in fuga quattro uomini: Julius Johansen (UAE Team Emirates – XRG), Camille Charret (Cofidis), Victor Vercouillie (Team Flanders – Baloise) e Wessel Mouris (Unibet Rose Rockets) cui si aggiungono anche Dries De Bondt (Team Jayco AlUla), Hartthijs de Vries (Unibet Rose Rockets), Jules Hesters (Team Flanders – Baloise) e Frits Biesterbos (Team Picnic PostNL), che raggiungono un vantaggio massimo di 4’50”. Dopo 130 chilometri il vantaggio degli uomini in fuga comincia a calare vistosamente 3’25”. Sul Baneberg il gruppo inseguitore si spezza in due parti e nel primo ci sono tutti i migliori con uno svantaggio di 1′ mentre il resto viaggia a 1’25“. Sul muro di Kemmelberg a- 57 dall’arrivo forcing di Van Aert seguito da Van der Poel, si stacca un gruppetto di otto corridori all’inseguimento dei fuggitivi che vengono raggiunti dopo un chilometro, 45″ il vantaggio sul gruppo a -42 dall’arrivo. De Gendt esce dal gruppo e si mette a caccia dei fuggitivi 34″ il suo ritardo mentre il gruppo è a 49″ dalla testa. Sul Kemmelberg Ossuaire allunga Van der Poel, lo seguono Van Aert e Veermersch il corridore della UAE però non resiste e si stacca, restano al comando solo i due grandi campioni Van der Poel e Van Aert. Mancano 35 chilometri all’arrivo ma non ci sono più muri da affrontare e il percorso è piatto, da questo momento è un duello tra i due fuggitivi e il gruppo. Foratura per Jonathan Milan a venti chilometri dal traguardo e purtroppo resta fuori dai giochi per un eventuale volata. Segaert con un colpo di mano esce dal gruppo e raggiunge il duo di testa a -4, vantaggio del trio 14″. Filippo Ganna si mette in testa a tirare una gran trenata e i tre fuggitivi vengono raggiunti all’ultimo chilometro. Volatona ed è Philipsen che trionfa su Andresen e Laporte.

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