Giornata di riposo al Giro d’Italia impegnata soprattutto nel trasferimento di tutta la carovana dalla Bulgaria all’Italia dove domani ricomincerà il suo percorso nella terra calabrese con la tappa da Catanzaro a Cosenza per concludersi a Roma il 31 maggio. Tre tappe finora affrontate e già sono bastate a scombussolare classifica generale, speranze e strategie delle squadre. Anzi a volere essere precisi una frazione, la seconda, è quella che ha emesso già alcune sentenze. Una giornata piovosa, tipicamente autunnale con una salita da affrontare, neanche troppo impegnativa, il Passo del Monastero di Lyasjivets, lunga solo quattro chilometri con pendenza del 6,8% e punta del 14%, posta a -10 dall’arrivo, tutto sommato niente di trascendentale, eppure si sono visti i primi bagliori di quello che accadrà nei prossimi giorni. Un primo scatto secco di Vingegaard, che ha messo il gruppo in fila indiana, e un secondo nel tratto più impegnativo a cinquecento metri dallo scollinamento che ha fatto il vuoto. Un solo corridore, Giulio Pellizzari, gli è rimasto incollato alla sua ruota; ebbene se uno strappo di modesta entità è bastato a fare una netta differenza cosa potrà accadere quando le salite e le tappe diventeranno più impegnative? Alla vigilia della partenza del Giro erano tante le speranze riposte nel giovane marchigiano e dopo quanto è successo nella seconda frazione si stanno tramutando in piccole certezze. La presumibile lotta tra il fuoriclasse della Visma e il corridore della Red Bull per il successo finale trova conferma anche negli avvenimenti che si sono succeduti nella tappa, già perchè prima della scalata al Passo del Monastero una terribile caduta ha tolto dalla corsa ben tre possibili protagonisti della corsa rosa, scombussolando una squadra, la più forte nel ranking UCI. la UAE Emirates. L’asfalto reso scivoloso dalla pioggia ha teso una trappola micidiale e a farne le spese sono stati Adam Yates, Santiago Buitrago, Jay Vine, Marc Soler e Andrea Vendrame. E’ stato proprio lo spagnolo a slittare causando il terrificante capitombolo che ha subito mandato all’ospedale sia lui che il colombiano, l’australiano e l’azzurro. Il britannico invece, nonostante la maschera di sangue che copriva il suo viso, è riuscito a risalire sulla bicicletta arrivando al traguardo con 13′ di ritardo, ma gli esami clinici a cui si è sottoposto gli hanno impedito di ripartire nella terza tappa. UAE, quindi, completamente decapitata privata in un colpo solo dei suoi due capitani oltre che di uno scalatore tenace e molto combattivo da tenere sempre con occhio di riguardo. La squadra emiratina era già stata presa di mira dalle polemiche alla vigilia della corsa rosa. I D.S. avevano preso la decisione di spedire Del Toro al Tour a fare da spalla a  Pogacar, presentando invece al Giro Adam Yates. Una scelta apparsa un pò strana sia perchè il britannico, come del resto ha già dimostrato di saper fare, avrebbe potuto ben recitare il ruolo di supporto al fenomeno sloveno, vuoi perchè invece non ha le caratteristiche di opporsi con efficienza ad un fuoriclasse come Vingegaard nell’arco di tre settimane cosa che invece è nelle corde del campione messicano. Ora lo scenario in casa UAE si è ulteriormente complicato, in corsa sono rimasto solo in quattro e toccherà a Jonathan Narvaez e Jan Christen cercare di tirar fuori dal cilindro prestazioni che possano galvanizzare la squadra. Un duro colpo l’ha subito anche la Bahrain Victorius che si è visto privare dopo solo due tappe del suo capitano Santiago Buitrago. Uno scalatore di ottime qualità in grado di poter dare filo da torcere a chiunque a cui erano affidate le speranze della squadra di poter recitare un ruolo di primo piano nel corso del giro. Sarà il sempre combattivo Damiano Caruso a portare i galloni di capitano della squadra. Come se non bastasse tutto ciò, la seconda frazione in terra bulgara ha regalato alla corsa rosa la ciliegina sulla torta. il successo storico di un corridore uruguaiano. Mai nella storia del Giro e, se la memoria non c’inganna, del ciclismo un ciclista di quella Nazione è mai riuscito non solo a vincere una tappa in un grande Giro ma addirittura a vestire il simbolo del primato nella classifica generale. Guillermo Thomas Silva è riuscito in quest’impresa battendo in volata velocisti del calibro di Jonathan Milan, Arnaud De Lie e Paul Magnier andando a indossare la Maglia Rosa, tra l’altro ben difesa nella terza tappa ed è con questo simbolo del primato che partirà da Catanzaro nella tappa di domani che si concluderà a Cosenza.


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